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Politica

Ballottaggi, spoglio in corso. Affluenza in forte calo al 47,6%

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini
24 Giugno 2018


E' stata del 47,61% l'affluenza definitiva in 67 dei 75 comuni chiamati alle urne per i ballottaggi per le elezioni comunali sulla base dei dati raccolti dal Viminale.
Al primo turno l'affluenza era stata del 60,42%. Dunque il calo è stato di circa 13 punti percentuali.

Il dato non tiene conto dei risultati della Sicilia e del III municipio della Capitale, gestiti direttamente dalla Regione e dal Comune di Roma. delle elezioni comunali. Lo spoglio è in corso.

Le uniche a superare il 50% dei votanti, nei capoluoghi, ai ballottaggi di quest'anno, sono le affluenze a Pisa, Massa e Siena. Ad Avellino si supera, di misura, il 50% dei votanti: è andato alle urne il 50,32 ma al primo turno aveva votato il 71,20 ovvero oggi si registrano 20 punti percentuali in meno. Il tonfo è stato fortissimo a Brindisi, dove è andato alle urne solo il 40,67% contro il 60,73% del primo turno, con oltre -20 punti percentuali. Male anche Terni, dove ha votato il 47,49% contro il 59,44 % del primo turno e Imperia, dove è andato a
votare il 48,31 contro il 62,79% del primo turno.

Dei tre capoluoghi siciliani, mentre non si conosce ancora il dato definitivo di Messina, si registra il forte calo dell'affluenza a Ragusa - 41,94% con un calo del 16,28% - e a Siracusa: 34,17 con un calo del 21,13.

Pisa resiste, crollo ad Avellino e Messina
Tra i comuni capoluogo, alle 19 è Pisa quello dove il calo dell’affluenza rispetto al primo turno (-1,6%) è stato più contenuto. Seguono Massa, Sondrio, Siena, Ancona e Terni, dove la riduzione è stata inferiore alla media nazionale (-9,4%). Sotto la media, Imperia, Teramo e Viterbo, con la maglia nera a Brindisi (-15,5%) e Avellino (-16,0%). Secondo i dati diffusi invece dalla Regione Sicilia, i tre capoluoghi al voto segnato: Ragusa -11,78%, Siracusa -14,44%, mentre Messina ha registrati un crollo del 18,22%. Negli otto comuni siciliani dove si vota per il ballottaggio per l'elezione dei sindaci l'affluenza alle 19 è del 17,3%%, in calo di 25,45 punti rispetto al primo turno (era stata del 42,75%). Nel III municipio del Comune di Roma l’affluenza è stata bassissima: 14,7%, anche se il calo rispetto al primo turno (quando il valore era stato già basso) è stato tutto sommato contenuto (-3,7%)

Urne aperte fino alle 23
Le urne resteranno aperte fino alle 23. Quelli al voto sono comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti; 14 sono capoluoghi di provincia: Sondrio, Imperia, Massa, Siena, Pisa, Terni, Viterbo, Brindisi, Avellino, Teramo, Siracusa, Ragusa e Messina, con Ancona unico capoluogo di regione:qui tutte le sfide . Al ballottaggio anche il III municipio di Roma, per un totale in Italia di circa 2,8 milioni di cittadini coinvolti.

Centrodestra in vantaggio al primo turno
Il trend del primo turno vede un chiaro vantaggio del centrodestra, un Pd in leggero affanno e un M5S che non sfonda. Al primo turno (dati cise.luiss.it ) il centrodestra ha già conquistato 16 città, il centrosinistra 13 e il M5S nessuna. Ai ballottaggi il centrodestra parte in vantaggio in 32 casi (secondo in 27), in 21 il centrosinistra a trazione Pd (secondo in 22) e in 3 i 5 stelle (secondi in 4).

Nei 20 capoluoghi al voto il trend è confermato: 15 erano del centrosinistra, 3 del centrodestra, uno dei 5 stelle e uno di una lista civica. Il 10 giugno il centrodestra ne ha conquistati già 4 (Barletta, Treviso, Catania e Vicenza), 2 il centrosinistra (Brescia e Trapani), nessuno i 5 stelle. Il centrodestra è avanti al ballottaggio in 8 capoluoghi (Sondrio, Pisa, Terni, Viterbo, Brindisi, Teramo, Siracusa, Messina) in 4 il centrosinistra (Massa, Siena, Ancona, Avellino) e in uno (Ragusa) i 5 stelle.

Sfida fratricida tutta interna al centrodestra a Imperia, dove l'ex ministro del governo Berlusconi Claudio Scajola (che si presenta con una lista civica) arrivato se la vedrà col suo ex delfino Luca Lanteri (centrodestra).

M5S primo nelle città che già governava
Il 24 giugno il M5S partirà primo a Pomezia (Roma), Ragusa e Assemini (Cagliari) le tre città che già governava e vinte nelle amministrative del 2013. Dovrà vedersela con candidati di centrodestra. Nelle altre città al ballottaggio parte come secondo ad Avellino, Terni, Imola e Acireale.

Competizione all’interno del centrodestra
Nel centrodestra è aperta al suo interno una competizione tra Lega e Fi. Al netto di quegli enti dove è stato schierato un candidato civico scelto da tutte le forze della coalizione, a Massa, Pisa e Terni sono schierati aspiranti sindaci di centrodestra in quota Lega. Mentre a Siena e Viterbo sono in quota Fi. A Brindisi, poi, corre il candidato di Fi, mentre la Lega, con il suo aspirante primo cittadino, è rimasta fuori. A Teramo corre tutto il centrodestra con un uomo di Fratelli d'Italia come candidato sindaco. Anche a Ragusa corre un candidato di Fdi (appoggiato da alcune liste civiche) ma la Lega non ha presentato la lista e Fi aveva un altro candidato rimasto fuori dal ballottaggio.

Pd in difesa delle sue roccaforti in Toscana
Il Pd ha evitato la debacle al primo turno a queste amministrative. Tuttavia non è ancora scongiurato il pericolo che il 24 giugno cadano in mano al centrodestra bastioni governati da decenni dal centrosinistra in Toscana: Pisa, Siena e Massa. A Siena, il candidato del centrosinistra ha un vantaggio di soli 3 punti sul candidato di centrodestra. A Massa il vantaggio è appena un po' più largo: 5 punti. A Pisa è il centrosinistra a rincorrere, staccato di un punto.

Per questo a Siena il Pd ha stretto un apparentamento ufficiale con la lista di Pierluigi Piccini (già sindaco dal 1993 al 2001 con Pds e Ds), che al primo turno aveva preso il 21,3%. Anche a Pisa, dove la Lega è diventata primo partito con il 24,7%, il candidato Pd Andrea Serfogli si è apparentato con le liste civiche che sostenevano al primo turno i candidati Antonio Veronese e Maria Chiara Zippel (un bottino di quasi 8 punti percentuali). Il Pd e i suoi alleati nell'ultima settima di campagna elettorale hanno puntato tutto sui big dem con Calenda, Veltroni e l'ex premier Gentiloni che sono arrivati in città per sostenere il candidato di centrosinistra.

Toscana nel mirino di Salvini
Ma anche il centrodestra ha messo gli occhi sulla Toscana. In particolare la Lega punta al bottino pieno. Ieri è stata una giornata 'campale' per Matteo Salvini, che ha tenuto comizi elettorali in tutti i principali Comuni chiamati al ballottaggio domenica. Ad accoglierlo piazze gremite di sostenitori, «come non si era mai visto in Toscana per il Carroccio», come in tanti fanno notare, e fan a cui Salvini ha “offerto” comizi capaci di parlare non solo di grandi temi come immigrati o rom, e la 'new entry' dei vaccini, ma di fatti e aspetti locali.

A Siena ha così parlato di Mps e della morte di David Rossi, a Campi Bisenzio ha ricordato Duccio Dini, il 29enne morto poche settimane fa investito da un'auto guidata da un cittadino rom. A Pietrasanta, in Versilia, ha ricordato l'imminente anniversario della Strage di Viareggio, il 29 giugno, e auspicato “che qualcuno paghi”. A Pisa, che lo ha accolto in maniera blindata tra polemiche e anche una manifestazione antagonista, ha ricordato la maxirissa tra pusher immigrati che nelle scorse notti ha lasciato un segno profondo nella città.