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Italia

Vacanza rovinata: come chiedere e ottenere il risarcimento

di Marta Casadei
29 Agosto 2018

L’appartamento preso in affitto online non è come sembrava in foto; l’aria condizionata nella stanza d’albergo si rompe durante il soggiornoe non c’è altra chance che attendere la riparazione (a fine settimana). Oppure, il classico: il volo previsto alle 8 di mattina decolla finalmente in tarda serata.

Quello dei ritardi, dei bagagli persi, dei servizi promessi mal (o mai) effettuati e degli alloggi che non rispecchiano le immagini allettanti pubblicate online è il lato oscuro della vacanza, che rischia di trasformare il tanto agognato periodo di relax in un momento travagliato.

Garanzie in viaggio

Il viaggio,infatti, continua a essere uno dei “sogni”, ma anche una delle voci di investimento degli italiani: l’Istat ha rilevato che nel 2017 sono stati fatti 66 milioni e 347 mila viaggi, nell’81% con mete nazionali e con netta prevalenza di quelli per vacanza (oltre 60 milioni). E con un’alta concentrazione (41%) proprio nei mesi estivi: quando aumentano le possibilità di incappare in disservizi e, in alcuni casi, truffe.

A tutelare il viaggiatore scontento o ingannato è la legge: purché il danno non sia «di scarsa importanza» (articolo 1455 del Codice civile), la “vacanza rovinata” dev’essere risarcita. Non solo perché, chiaramente, rappresenta una perdita economica, ma anche perché comporta un danno psicologico. Rientrando quindi nei casi disciplinati dall’articolo 2059 del Codice: cioè le situazioni nelle quali, appunto, il danno è «non patrimoniale».

Danni risarciti

Il Codice del turismo (Dlgs 79/2011) – che è stato recentemente modificato, e dal 1° luglio scorso ha esteso anche agli acquisti online “combinati” la tutela riservata al pacchetto turistico – stabilisce all’articolo 47 che «il turista può chiedere, oltre e indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all'irripetibilità dell’occasione perduta».

Il reclamo va inviato per iscritto, con la relativa documentazione allegata e non oltre i 10 giorni lavorativi dal rientro a casa o nel luogo di partenza. L’invio ( e, soprattutto, la ricezione) deve essere “certificato”: può essere fatto via Pec o con una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Trasporti e ritardi

Uno dei temi più caldi è quello legato ai trasporti: sebbene, sempre secondo l’Istat, gli italiani si muovano in auto nella maggioranza dei casi (61,4%), specie tra giugno e settembre aerei e treni sono presi d’assalto. Con conseguenti disagi. A soccorrere il turista in difficoltà tra cancellazioni, ritardi e bagagli smarriti è la Carta dei diritti del passeggero, stilata dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), uno strumento utile per orientarsi nel labirinto delle tutele.

La carta stabilisce che quando il volo è in ritardo (due ore per i voli intracomunitari entro i 1.500km, quattro ore per quelli a lungo raggio), il passeggero ha diritto a un’adeguata assistenza con pasti, trasferimenti e pernottamento. E due chiamate telefoniche, messaggi o email. Se l’arrivo a destinazione avviene oltre tre ore dopo quanto previsto, scatta il diritto al rimborso.