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Diritto

Toghe onorarie, con la riforma stretta sugli stipendi e 3.500 nuovi magistrati

di Giovanni Negri e Marta Paris
01 Agosto 2017

Un taglio drastico delle attuali indennità che consentirà di arruolare 3.500 nuove toghe onorarie in due tappe. Lasciando di fatto invariata la spesa pubblica stanziata per gli stipendi, con risparmi di spesa che andranno a coprire la parte variabile della retribuzione . È questo uno degli effetti della riforma della magistratura onoraria e degli uffici del giudice di pace che ha appena tagliato il traguardo della Gazzetta ufficiale (Dlgs 116/2017, pubblicato ieri) e che prevede uno statuto unico per tutti. Fissando un regime transitorio di quattro anni e che a partire del 2022 consentirà di portare gli onorari effettivi a 8mila unità.

Due giorni a settimana
In questa prospettiva viene espressamente disposto che a ciascun magistrato onorario non può, di regola, essere richiesto un impegno superiore a due giorni a settimana. Limite questo che, per esempio sul fronte delle Procure, era stato contestato perché troppo rigido, impedendo di fatto un impiego più esteso dei vpo, con il rischio assai concreto di disperdere l'attività dei pm su un fronte assai esteso e poco efficiente. In questo senso era stata avanzata dal Csm una richiesta di utilizzo per almeno tre giorni a settimana; tuttavia il ministero della Giustizia ha ritenuto di non accoglierla, sottolineando che i due giorni sono un tetto coerente con le caratteristiche di temporaneità e non esclusività dell'incarico e che, comunque, il limite scatta solo per chi entrerà in servizio dopo l'entrata in vigore del decreto.
Per gli altri, per tutti cioè i magistrati in servizio adesso, dopo i primi quattro anni, sarà possibile, per i successivi quattro (l'incarico ha una durata massima di otto anni per tutti) un utilizzo di tre giorni a settimana con conseguente aumento dell'indennità. In ogni caso, puntualizza il ministero, la fase transitoria di quattro anni, dovrà servire agli uffici giudiziari per attrezzarsi sul piano organizzativo a fare fronte a un «utilizzo più contenuto della magistratura onoraria», avvalendosi anche di futuri e ulteriori interventi di depenalizzazione e degiurisdizionalizzazione nel settore civile.

Le nuove competenze
Le competenze sicuramente aumenteranno, sia pure dal 2021 (e dal 2025 per le cause in materia di condominio). La versione finale del decreto ha cancellato l'allargamento nel settore penale, accogliendo in questo senso le richieste che erano arrivate dal Parlamento, e ha confermato, sia pure con modifiche quanto previsto nel settore civile.
Tra l'altro si prevedono altre misure come: l'estensione dei casi di decisione del giudice di pace secondo equità, elevando il limite di valore da 1.100 a 2.500 euro; l'innalzamento del limite di valore che fissa la competenza del giudice di pace nelle cause relative a beni mobili da 5.000 a 30.000 euro; l'estensione del limite di valore che fissa la competenza del giudice di pace nelle cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti da 20.000 a 100.000 euro.

Stretta sulle indennità
In arrivo una sretta sulle nuove indennità che nel caso dei giudici di pace vengono in pratica dimezzate. Previsto un doppio regime per tutta la magistratura onoraria a seconda delle funzioni svolte. Una parte fissa che nei casi dei “giudicanti” o “requirenti” è di 16.140 euro annui e di 12.912 (ossia l’80%) all’anno per le mansioni non giudiziarie. A queste si aggiungono una parte variabile massima del 30% pari rispettivamente a poco più di 4.800 e 3.800 euro. Un giro di vite che peserà soprattutto sulle buste paga dei giudici di pace il cui stipendio medio attualmente si aggira intorno 47mila euro all’anno.

Nel regime transitorio 1.500 magistrati in più. 2.000 dal 2022
I risparmi di spesa consentiranno l’immissione in servizio di 1.500 giudici onorari nella fase transitoria (fino al 1° semestre del 2021) e di altri 2.000 a regime. In totale, considerando i pensionamenti nel corso di questo periodo (circa 4.500), il numero complessivo dei magistrati onorari si stima arriveranno a 8mila unità. Con un esborso per le casse pubbliche di 151 milioni. In linea con gli stanziamenti previsti a questo capitolo dal bilancio dello Stato.