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Attualita

Incidente di Bologna, indagini praticamente già finite

di Maurizio Caprino
07 Agosto 2018

Il premier Giuseppe Conte dichiara che occorre attendere l’esito delle indagini sull’incidente di Bologna per capire se c’è qualcosa da migliorare nella sicurezza stradale. Ma le indagini sono di fatto già finite: l’esplosione, il rogo e le conseguenti alte temperature hanno distrutto praticamente tutte le prove che avrebbero consentito di capire perché il conducente dell’autocisterna ha tamponato gli altri mezzi pesanti che erano in coda davanti a lui in un punto del nodo bolognese dove gli ingorghi sono cronici e quindi ben noti agli autisti professionisti.

GUARDA IL VIDEO / Conte: «Vigilare sulla sicurezza»

La dimostrazione del fatto che le indagini avranno pochi sviluppi sta nel fatto che la magistratura ha già disposto la restituzione della salma del guidatore dell’autocisterna, unica vittima del disastro: è carbonizzata, impossibile un’autopsia che possa chiarire se abbia avuto un malore, un colpo di sonno o fosse sotto effetto di alcol o droga.

Non si può nemmeno dedurre se il guidatore potesse essere stanco: il cronotachigrafo di cui certamente l’autocisterna doveva essere dotata è stato liquefatto dal rogo. Quindi non si può sapere esattamente per quanto tempo avesse guidato, quanto fossero durati i riposi e a quale velocità avesse viaggiato.

Rimarrà un mistero anche l’ipotesi della distrazione, avvalorata dal filmato dell’incidente che mostra l’assenza anche di un tentativo di frenata: anche il telefono cellulare è andato distrutto. Saranno verosimilmente acquisiti i tabulati dell’utenza della vittima, ma anche se emergesse che c’era una telefonata in corso potrebbe benissimo essere che stesse avvenendo con modalità regolari (vivavoce o auricolare). Impossibile capire qualcosa sull’altra grande fonte di distrazione dei veicoli moderni: i sistemi multimediali di bordo.

L’indagine potrebbe avere una svolta solo se dalla verifica dei documenti emergessero irregolarità come mancanza della revisione, eventuali inidoneità alla guida (come malattie croniche invalidanti) o altri illeciti amministrativi. Ma questo avrebbe rilevanza solo ai fini assicurativi.

Non sembrano emergere anomalie nemmeno sulla strada o sul comportamento di altri conducenti.

L’unica certezza resta che il solo possibile indagato, l’autista, è anche la vittima. Quindi non c’è più nemmeno la persona contro la quale eventualmente procedere penalmente. Se il Governo volesse capire di più sulla tragedia, quindi, dovrebbe forse nominare una commissione per studiare i problemi sollevati dalla tragedia di Bologna.