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Europa

Contrordine: la Grecia non è in recessione ma torna a crescere

di Vittorio Da Rold
02 Giugno 2017

Sorpresa. Il Pil greco torna a crescere con un aumento dello 0,4% congiunturale nel periodo che va da gennaio a marzo 2017, rispetto al trimestre precedente secondo le stime appena pubblicate dall’istituto di statistica greco Elstat. «Secondo i dati attuali il Pil è salito dello 0,4% nel primo trimestre 2017 contro la precedente stima di un calo dello 0,1% rilasciata il 15 maggio», si legge in una nota di Elstat. Su base tendenziale il Pil è salito sempre dello 0,4%, e non sceso dello 0,5% come precedentemente stimato. Nel quarto trimestre 2016 il Pil greco era sceso dell'1,2% rispetto al terzo trimestre e dell'1,1% anno su anno.

Come è possibile questa inattesa ma provvidenziale svolta? L’Elstat aveva registrato una caduta del Pil dell’1,2% nel quarto trimestre dell’anno. Una prima stima flash dell’istituto di statistica greco aveva previsto una crescita nel primo trinmestre ancora in negativo e secondo la definizione economica una recessione è composta proprio da due trimestri negativi consecutivi. La revisione allo 0,4% di crescita, appena sotto la media di crescita dell’eurozona pari allo 0,5%, è dunque una boccata di ossigeno e allontana lo spretto della recessione sotto il Partenone. Inoltre il dato aiuta ad allontonare la paura che i ritardi nel trovare un accordo sulla seconda revisione del piano di aiuti dopo la doccia fredda registrata nell’eurogruppo del 22 maggio potesse rimettere il paese di nuovo con la crescita fuori controllo.

«Le letture sono migliori perché avevamo stime più accurate dopo le proiezioni flash», ha dichiarato un funzionario dell'Elstat. Il governo di Alexis Tispras, desideroso di concludere al più presto la revisione del salvataggio così da ottenere una tranche di aiuti con cui pagare 7 miliardi di crediti in scadenza a luglio e di ottenere maggiore chiarimenti su ulteriori riduzioni del debito dai creditori, ha ridotto per prudenza le stime di crescita di quest'anno a 1,8% dal 2,7% .

Atene spera che la ripresa si rafforzi nel prossimo anno con un aumento del Pil al 2,4 per cento. Anche la Commissione europea ha tagliato la sua previsione di crescita per la Grecia al 2,1% quest'anno dal 2,7 per cento. Un recupero della crescita è fondamentale per ridurre il tasso di disoccupazione oggi al 23%, il più alto della zona euro, e raggiungere un avanzo primario di bilancio previsto al 3,5 per cento fino al 2022 - esclusi gli oneri di servizio del debito - richiesti dai creditori.

I principali fattori che hanno determinato l'aumento della produzione economica del primo trimestre sono stati i consumi e gli investimenti, che hanno compensato un contributo ancora negativo delle esportazioni.

«Sulla base di questa revisione, lo scenario base del governo all'1,8% di crescita annua nel 2017 sembra abbastanza raggiungibile», ha dichiarato l'economista della Banca Nazionale, Nikos Magginas. «La sorpresa è stata che il consumo si è rivelato più resiliente del previsto in un trimestre difficile segnato da incertezza sui colloqui per il rilascio della tranche di aiuti». Se ci fosse stato un contributo positivo dalle esportazioni, avremmo registrato una crescita superiore all'1,0% nei primi tre mesi, ha affermato l’economista greco.

In vista dell’eurogruppo del 15 giugno

Secondo Rahman, Mujtaba di Eurasiagroup «un accordo sull'Eurogruppo del 15 giugno, che prevede l'erogazione ad Atene della tranche di aiuti (variabile tra 7 e 10 miliardi di euro, ndr) accanto ad un ulteriore, ma limitata, riduzione del debito, rimane il nostro scenario base». Taglio del debito che però non prevede “haircut”, cioè taglio del valore nominale, ma solo un eventuale allungamento dei termini di pagamento di qualche anno, periodo di grazia nel quale non pagare interessi, e infine uno swap di debiti oggi in mano al Fmi e in futuro in mano al Esm a tassi più bassi.
Resta chiaro che l’Fmi resterà fuori dalla partita perchè non vedrà soddisfatta la sua principale richiesta, quella di avere un debito sostenibile. Insomma l’Fmi, con qualche gioco linguistico dell’Eurogruppo, sarà coinvolto ma senza partecipare direttamente. Di conseguenza, nonostante i rumors di un incontro segreto tra il ministro greco delle Finanze, Euclid Tsakalotos e il membro del board della Bce, Benoit Coeure, è improbabile che la Grecia sia ammessa nel programma di politica monetaria quantitativa della Banca centrale di Francoforte. Un elemento che aiuterebbe Atene nel rientrare nel mercato dei bond.

Tispras ha urgente bisogno di una boccata di ossigeno visto che nell’ultimo sondaggio dell'Università di Macedonia, Syriza ha rispetto a Nea Dimokratia 16 punti percentuali di distacco, con il 32,5% al partito conservatore di opposzione e il 16,5% a favore del partito di governo. In base a queste previsioni catastrofiche per Tsipras che paga il peso delle ultime misure di austerità per tagli alle pensioni e aumenti delle imposte pari al 2% del Pil, le elezioni anticipate sono molto improbabili in Grecia.