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Diritto

Giro di vite sui reati contro i beni culturali

di Patrizia Maciocchi
23 Giugno 2017

Via libera della Camera al disegno di legge sui delitti contro il patrimonio culturale. Il testo dopo l’ok dell’aula, con 226 sì, 37 no e 97 astenuti, passa ora al Senato. Il nuovo testo del Ddl è composto da sei articoli che armonizzano le sanzioni penali ora “divise” tra il Codice penale e quello dei beni culturali, introducono nuovi reati, innalzano le pene vigenti per dare una tutela differenziata e preminente al patrimonio culturale e paesaggistico rispetto alla proprietà privata e, infine introducono delle aggravanti quando oggetto di un reato comune sono dei beni culturali.

Le fattispecie di reato previste, sempre in relazione ai beni culturali, sono: furto, appropriazione indebita, ricettazione, riciclaggio, illecita detenzione, violazioni in materia di alienazioni, uscita o esportazione illecite, danneggiamento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito (questa volta anche paesaggistici), devastazione e saccheggio, contraffazione, attività organizzate per il traffico illecito.

Il furto di beni culturali, ad esempio, è punito con la reclusione da 2 a 8 anni, significativamente più elevata rispetto al furto: una pena che lievita fino a 12 anni in caso di aggravanti. Carcere da 1 a 5 anni per chi imbratta, danneggia o deturpa e fino a 8 anni in caso di traffico organizzato illecito. L’aumento delle pene oltre all’effetto deterrente consente anche di far scattare l’arresto in flagranza, il processo per direttissima o le intercettazioni telefoniche. Tra le misure introdotte la confisca penale obbligatoria e prevista una pena per le dichiarazioni mendaci in sede di esportazione dei beni culturali.

La norma modifica anche il decreto legislativo 231 del 2001 prevedendo la responsabilità delle persone giuridiche se i delitti contro il patrimonio vengono commessi da determinati soggetti nel loro interesse o a loro vantaggio. In tal caso viene integrato il catalogo dei reati per i quali è prevista la responsabilità amministrativa dell’ente. Soddisfatta, la presidente della Commissione giustizia della Camera Donatella Ferranti, per l’ok a uno strumento contro «la predazione di beni artistici o archeologici fonte di finanziamento del terrorismo e della criminalità transnazionale».