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Politica

Imperia, crescita più lenta della media nazionale, preoccupa la disoccupazione (14,4%)

di Andrea Marini
17 Maggio 2018

È una economia in lenta ripresa quella della provincia di Imperia, il cui capoluogo si recherà alle urne il prossimo 10 giugno per eleggere sindaco e consiglio comunale. Crescono il valore aggiunto per impresa e l’export, anche se in maniera più contenuta rispetto alla media nazionale. Rispetto al 2013 si sono dimezzate nel 2017 le imprese cessate. Tuttavia, a differenza di quanto avviene nel resto del paese, il tasso di disoccupazione è in crescita, con livelli superiore al 40% tra i giovani.

Si dimezzano le chiusure di imprese
Secondo Infocamere, il valore aggiunto per impresa nel 2016 è cresciuto del 6,9% rispetto al 2013, arrivando a quota 312mila euro. Ma è ancora solo poco più della metà della media italiana, arrivata a quota 619mila euro (+13,4% dal 2013 al 2016). Anche l’export dal 2013 al 2017 è cresciuto (+7%) ma meno della media nazionale (14,8%). Più della metà delle vendite all’estero è concentrata nel comparto agricolo o nell’industria agroalimentare. Un trend di crescita economica che ha permesso di dimezzare il numero di aziende cessate, scese dalle 2.800 del 2013 alle 1.400 del 2017.

Vitalità nel comparto turistico
Anche il comparto turistico mostra segni di vitalità. Sebbene il comune d’Imperia non risulti neanche nella classifica dei 50 comuni con più presenze nelle strutture ricettive, la provincia ha visto crescere gli arrivi del 10% dal 2013 al 2016.

Preoccupa la disoccupazione giovanile
Il tallone d’Achille della provincia resta il tasso di disoccupazione, ben al di sopra della media nazionale: nel 2013 era al 12,3%, salito al 14,4% nel 2017. Un percorso inverso alla media nazionale che ha visto la quota di chi è in cerca di un lavoro scendere dal 12,1% all’11,2% nello stesso periodo. Vera e propria piaga è il tasso di disoccupazione giovanile, più vicino agli alti valori del Centro-Sud piuttosto che alle province del Nord. Nel 2013 era al 40,6% (sostanzialmente in linea con il dato nazionale, al 40%). Nel 2017, nonostante la ripresa economica, è salito al 40,9% mentre la media italiana è scesa al 34,7%.