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Politica20

Pressing su Salvini (con la sponda del Colle) per evitare un’estate sotto attacco

di Lina Palmerini
31 Maggio 2018

Ieri c’erano tanti perché a cui dare risposta. Il primo era senz’altro il ripensamento di Luigi Di Maio che rimette in moto le trattative sul Governo politico con Salvini chiedendogli di sacrificare Paolo Savona. L’offerta del capo dei 5 Stelle è di spostare quel nome dalla casella dell’Economia - per le sue tesi euroscettiche - a un altro dicastero: un ultimo tentativo per stringere il leader leghista nell’angolo, per svelare se la sua impuntatura sia solo un pretesto per fuggire dal Governo. Un tentativo che trova la sponda del Colle dove fanno sapere che valutano con grande attenzione la proposta di una casella diversa da quella più delicata del Mef. Quella che è più esposta alla tempesta finanziaria di cui si è avuto un assaggio due giorni fa, anche se ieri è stata una giornata calma o forse di attesa.

Dunque la prima risposta a quel perché Di Maio abbia di nuovo cambiato schema è perché vuole passare il cerino a Salvini. Ma anche evitare disperatamente le urne subito. Prospettiva che a questo punto si sposta pericolosamente verso i primi giorni di agosto, visto che il tempo per le trattative sta consumando giorni preziosi per lo scioglimento delle Camere e la convocazione della campagna elettorale. È vero però che la strada per le elezioni accelera perché l’altra opzione sul campo – alternativa a quella di un Esecutivo a guida grillo-leghista – è solo quella di un Governo Cottarelli.

Ieri l’economista ha atteso ancora, fermato le macchine e la lista – che però è pronta – in accordo con il Quirinale per dare un ultimo scampolo di negoziato ai due leader. È evidente che la preferenza sia di Sergio Mattarella ma anche di Cottarelli è che si insedi un Esecutivo pienamente legittimato dalle forze politiche. E qui c’è un altro perché in cerca di risposta. La prima è quella più scontata e attiene al rispetto della volontà popolare soprattutto ora che Di Maio accetta lo spostamento di Savona. Ma c’è un’altra ragione che va indagata e riguarda quello che incombe sull’Italia. Un assaggio, come si diceva, si è avuto qualche giorno fa quando lo spread è arrivato a superare quota 300. E che potrebbe tornare a ballare - come molti analisti prevedono - perché un Governo Cottarelli senza fiducia che porta il Paese alle urne con una probabile vittoria di Lega-5 Stelle, farà ripartire la fibrillazione dei mercati. L’inaffidabilità sulla tenuta del Paese per i programmi elettorali di Lega e 5 Stelle ma anche le posizioni ambigue sull’euro metterebbero in circolazione nuove e più grandi tensioni. Senza contare che se dovesse scoppiare una bufera non ci sarebbe nemmeno un Governo con il sostegno politico ad affrontarla. Soprattutto ad affrontare una richiesta di aiuto attraverso l’Omt.

Ma il tema della fiducia riguarda anche la data del voto. Senza un accordo politico Di Maio-Salvini, questa sera Cottarelli sarà convocato al Colle e se, come sembra, non avrà i voti in Parlamento, il capo dello Stato scioglierà subito per votare a fine luglio/agosto. Come evitarlo? L’unica è una richiesta esplicita dei partiti. Dunque una qualche fiducia tecnica visto che non possono convivere due condizioni incompatibili: Governo bocciato ma senza uno scioglimento delle Camere.