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Attualita

Crollo ponte: la Gdf sequestra documenti. E spunta una lettera sui rischi sicurezza

di Nicoletta Cottone
29 Agosto 2018

La Guardia di finanza ha eseguito un decreto di sequestro emesso dalla procura di Genova che riguarda tutta la documentazione relativa al ponte Morandi. Le Fiamme gialle sono andate nelle sedi del Ministero delle Infrastrutture e nel suo ufficio ispettivo territoriale di Genova, nella sede del Provveditorato delle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d'Aosta, e della Spea Engineering spa. I sequestri effettuati a Roma, Milano, Firenze e Genova. Tra i documenti acquisiti oggi dalle Fiamme gialle c'è anche la relazione degli anni '80 dello stesso progettista Riccardo Morandi in cui si diceva stupito del degrado dei materiali: «È uno dei documenti presi dai consulenti tecnici - ha confermato il procuratore Francesco Cozzi -. È una relazione corposa che sarà anche utile per mettere un punto nello spazio e nel tempo dell'esame della struttura». Gli altri incartamenti prelevati «riguardano tutto il piano degli interventi fatti di manutenzione ordinaria e straordinaria nel tempo e quindi si cerca di ricostruire tutto il quadro», ha concluso Cozzi.

Tra le ipotesi bolla d’aria dentro tirante
Una bolla d'aria all'interno del tirante di calcestruzzo che avrebbe corroso e arrugginito i cavi di acciaio all'interno dello strallo. Sarebbe una delle ipotesi che consulenti della procura di Genova ipotizzano come una delle possibili cause del crollo del ponte Morandi, avvenuto lo scorso 14 agosto e che ha provocato la morte di 43 persone. Il difetto sarebbe sorto durante la fase di “iniezione” del
cemento che ingloba i trefoli, i cavi in acciaio. Le indagini dei magistrati si sono sin da subito orientate sul cedimento degli stralli, i tiranti di calcestruzzo. Inoltre, secondo le prime ricostruzioni, il lato che cede per primo è quello a sud.E già negli anni '80, lo stesso ingegnere Riccardo Morandi, in uno studio commissionato da Autostrade, aveva sottolineato corrosioni più sul lato mare che su quello monti. Una degradazione, scriveva Morandi, «più rapida di quello che ci si potesse aspettare».

Intesa pronta a cancellare i mutui nella zona rossa, Deutsche Bank li sospende per 12 mesi
Il gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato una serie di interventi per «venire incontro alla situazione di emergenza creatasi in seguito al crollo del ponte Morandi di Genova». L’istituto ha deciso di procedere con la remissione unilaterale dei mutui prima casa a favore di tutti coloro che si trovano a pagare un finanziamento per un immobile della “zona rossa” di Genova che verrà dichiarato inagibile e non più abitabile o che sarà abbattuto. La banca ha stanziato un plafond ad hoc di 4,5 milioni. A questo si aggiunge l'attivazione della moratoria dei finanziamenti, che prevede la sospensione di 12 mesi gratuita e volontaria dei finanziamenti a privati e imprese. Il gruppo, inoltre, ha inoltre messo a disposizione di famiglie e imprese un plafond di 50 milioni di euro di finanziamenti dedicati alla ricostruzione e al ripristino delle strutture danneggiate.Anche Deutsche Bank ha deciso di fornire un proprio contributo per aiutare le persone colpite dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova. «I clienti della Banca (individui e famiglie) avranno a disposizione, oltre alla possibilità di richiedere una moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui, una cassetta di sicurezza a titolo gratuito per un anno presso uno degli Sportelli di Genova».

GUARDA IL VIDEO - Crollo di Genova: un nuovo ponte in acciaio entro il 2020 pagato da Autostrade

Piano: sarà un’opera corale
Intanto l’archistar Renzo Piano che ieri ha presentato una «idea di ponte» da donare alla città di Genova, in una nota chiarisce che a seguito del drammatico crollo del Ponte Morandi «mi è stato chiesto dalle istituzioni genovesi un contributo di idee. Sono a disposizione, volentieri. Sia però chiaro che si tratta di un'opera corale, e non intendo sostituirmi a nessuno, né agli ingegneri né agli architetti che saranno chiamati per concorso a lavorare sul contesto urbano». Nella nota Piano si dice certo che «questo sarà un momento di grande energia e di riscatto per la città».

Spunta una lettera, «ponte non sicuro»
Almeno dal 28 febbraio scorso il ministero delle Infrastrutture, il Provveditorato alle Opere pubbliche di Genova e la Direzione manutenzioni della società Autostrade potrebbero aver saputo che il ponte Morandi aveva problemi di sicurezza. Questo stando una lettera, portata allo scoperto dall'Espresso, con cui il direttore delle manutenzioni di Autostrade Michele Donferri Mitelli metteva in guardia la Direzione generale per la vigilanza del Mit e il Provveditorato sui rischi per la sicurezza legati al ritardo dell'approvazione del progetto esecutivo di rinforzo del ponte. In particolare si chiedeva di accelerare l'iter proprio per garantire «l'incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera». La lettera fa parte della gran mole di documenti sequestrata dalla procura di Genova che indaga sulla tragedia del 14 agosto, costata la vita a 43 persone: anche oggi la Guardia di finanza ha prelevato atti al Mit, in particolare proprio alla Direzione generale per la vigilanza, alla Spea Engineering (la società del gruppo Atlantia che per Autostrade cura tra l'altro il servizio di sorveglianza e manutenzione delle infrastrutture) e al Provveditorato delle opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta. Nelle sedi di Roma, Milano, Genova e Firenze le Fiamme gialle hanno acquisito documenti, verbali di riunioni e tutto ciò che riguarda in particolare l'iter autorizzativo del progetto di 'retrofitting' del ponte Morandi per capire se ci sono state negligenze e omissioni da parte dei vari soggetti.

In serata, è giunta una nota della Società Autostrade in merito alla stessa lettera. Autostrade precisa che la lettera inviata al ministero delle Infrastrutture dalla società autostrade, resa nota dall'Espresso, non era “d’allarme” ma serviva a sollecitare l'approvazione del progetto di miglioramento del viadotto Polcevera.
Autostrade per l'Italia evidenzia che «si tratta di una ordinaria comunicazione con cui la competente direzione del Ministero delle Infrastrutture viene sollecitata per l'approvazione del progetto di miglioramento delle caratteristiche strutturali del viadotto Polcevera, per il quale era già stato prodotto il parere favorevole da parte del Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche, tenuto conto che il tempo di approvazione da parte del Ministero si stava protraendo oltre il termine dei 90 giorni». «Il progetto - conclude la nota - aveva l'obiettivo di migliorare la vita utile dell'infrastruttura. Risulta, quindi, assolutamente fuorviante e non veritiera l'interpretazione del settimanale secondo cui si sarebbe trattato di una “lettera d'allarme” che metteva in guardia sulla “non sicurezza” del viadotto».

Toti: Autostrade paghi e Fincantieri costruisca
Intanto il governatore della Liguria Giovanni Toti, che è anche commissario all’emergenza, ha pubblicato un post sul suo profilo: «Per un volta possiamo farla semplice: Autostrade apre il cantiere e paga il conto. Fincantieri costruisce il ponte (se serve con altre primarie imprese necessarie per il loro know-how). Renzo Piano regala a Genova il disegno di un ponte bellissimo. Così, senza polemiche, la città può riavere in fretta un'opera indispensabile, sicura e meravigliosa. Così si onora davvero chi ha perso la vita».

Autostrade, oltre 2 milioni alle famiglie della zona rossa
Autostrade per l'Italia ha reso noto che sono stati versati i contributi per le prime necessità a quasi tutte le famiglie della zona rossa costrette ad abbandonare la
propria abitazione a causa del crollo del viadotto Polcevera. Su un totale di 252 famiglie genovesi che hanno dovuto lasciare la casa - si legge in una nota -, 245 nuclei familiari hanno presentato richiesta di un contributo economico alla società per le primissime necessità. Di queste, 215 famiglie hanno già ricevuto il contributo economico richiesto per oltre 2 milioni di euro complessivi. Entro oggi saranno versati con assegno i contributi economici per le necessità più urgenti ai primi 5 commercianti, artigiani e imprenditori colpiti dalla tragedia di Genova, che lavorano all'interno della Zona Rossa e non hanno attualmente la possibilità di svolgere la propria attività.

Assotir chiede di sospendere i pedaggi per le nuove tratte
Secondo Assotir vanno sospesi i pedaggi dovuti ai maggiori tratti autostradali divenuti obbligatori dopo la caduta del ponte a Genova. Inoltre serve una deroga sui vincoli per i tempi di guida. A chiederlo è il segretario generale di Assotir,
Claudio Donati in un comunicato nel quale ricorda che «l'autotrasporto rappresenta un settore fondamentale per l'economia italiana: per questo chiediamo allo Stato il minimo sindacale».

Cardinal Bagnasco: Genova non perda la fiducia
«È importante che Genova e i genovesi non perdano la fiducia» dopo il crollo di ponte Morandi. È il messaggio lanciato dal cardinal Bagnasco durante il tradizionale pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Guardia. Alle istituzioni ha rivolto un monito: «Bisogna mettere il bene della gente e della città al di sopra di tutto». Il pellegrinaggio a piedi di centinaia di fedeli fino alla
collina del santuario, da dove si domina la Valpolcevera e da dove si vedono i monconi del Morandi, termina con una messa in programma alle 21. Poi la preghiera notturna e, domani, la messa in onore della Madonna della Guardia.