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Attualita

Menarini scommette ancora su Firenze

di Rosanna Magnano
05 Settembre 2018

Firenze mon amour. È un legame che si rafforza quello della farmaceutica Menarini con la città di Dante. «Menarini resta a Firenze e investe su Firenze», rimarca Alberto Giovanni Aleotti, membro del Cda, e titolare del Gruppo insieme alla sorella Lucia. E a confermare il vincolo, l'annuncio oggi di un nuovo acquisto: l'area ex Longinotti di Sesto Fiorentino (FI). Uno spazio di 100mila metri quadri dei quali circa 50mila edificabili a uso industriale. Con questa acquisizione è previsto il recupero di un’area dismessa che verrà riqualificata per rispondere a eventuali future necessità dell'azienda.

Le proposte da altri Paesi Ue
«Negli ultimi anni abbiamo valutato molte proposte interessanti in vari paesi europei, accompagnate anche da interessanti incentivi agli investimenti – spiega Aleotti – il nostro desiderio, però, era ed è di rimanere nel territorio toscano e fiorentino dove ha sede la nostra casa madre. L'individuazione di un'area idonea nei dintorni di Firenze non è stata facile e ci ha impegnato per diverso tempo.

Siamo particolarmente felici dell'acquisizione di quest'area che permetterà di avere un polmone di espansione». A oggi non c'è un progetto definito per la nuova area. «Si tratta di un'occasione che denota la nostra filosofia: restare a Firenze e investire su Firenze. Non abbiamo ancora un progetto specifico.

La destinazione è industriale e ovviamente riguarderà il core dell'azienda, che continua a crescere e non vuole rinunciare a Firenze per una qualunque iniziativa che si dovesse delineare in futuro. Sicuramente non ci vogliamo spostare dalla zona di Campo di Marte. Questa è un'azienda che vive con Firenze».

La fiducia nel sistema Italia
Ma di fatto è anche una manifestazione di fiducia nei confronti dell'Italia, dove l'azienda conta sei stabilimenti produttivi. «L'Italia è il nostro Paese - sottolinea Aleotti - e dobbiamo necessariamente avere fiducia.

Gli investimenti in ricerca si rafforzeranno, soprattutto sul fronte oncologico, così come su tutti i nostri prodotti già in pipeline. E vogliamo aggiungere qualcosa di nuovo». Sul fronte delle acquisizioni, la partita è infatti ancora aperta. E una nostra domanda su che cosa bolle in pentola, Aleotti dichiara sibillino: «Siamo ancora a caccia di tesori».


Fatturato in crescita in Russia e Cina, investimenti in ricerca
Il fatturato consolidato 2017 è di 3,6 miliardi di euro (il 75% generato dall'export), l'Ebitda è stato di 540 milioni. E le previsioni del Gruppo Menarini (17mila dipendenti nel mondo) sono ancora in salita. Continua la crescita della Divisione Internazionale di Berlino, principalmente in Russia ma anche in altri mercati principali come Polonia (+12%), e Ucraina (+9%). Buona anche la crescita nei paesi asiatici, soprattutto grazie alla Cina dove il Gruppo Menarini registra un forte incremento (+100%) delle vendite. E la ricerca si potenzia. Menarini ha ampliato i progetti di R& S sia nel campo oncologico che in quello degli antibiotici, impiegando più di 630 persone e investendo ogni anno circa 300 milioni di euro in ricerca.