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Politica

Brescia al voto con la recessione ormai alle spalle

di Andrea Marini
28 Maggio 2018

A Brescia la recessione post 2008 sembra ormai definitivamente alle spalle. Tutti gli indicatori economici sono positivi: cresce il valore aggiunto per impresa e sale l’export. Allo stesso tempo si riduce il numero di aziende che hanno cessato la propria attività e cala sia il tasso di disoccupazione generale che quello riferito ai giovani tra 15 e 24 anni. È con questa fotografia senza dubbio positiva che i cittadini del comune si recheranno alle urne il prossimo 10 giugno per eleggere il nuovo sindaco.

Bene la meccanica e la siderurgia
Secondo i dati di Infocamere, il valore aggiunto per impresa è passato dai 513mila euro del 2013 ai 608mila del 2016, con un aumento del 18,3% (più della media nazionale, che nello stesso periodo ha segnato un +13,4%). A trainare sono state le aziende più internazionalizzate, con l’export che ha segnato dal 2013 al 2017 un +15,5%. Le punte di diamante sono la meccanica e le metallurgia: i macchinari venduti all’estero, in valore, hanno superato i 2 miliardi nel 2017 (+4,5% sul 2016) , mentre i prodotti siderurgici, con 1,1 miliardi, hanno segnato un +18%.

La disoccupazione giovanile scende sotto il 20%
La crescita economica si è diffusa un po’ in tutti i settori, con le aziende cessate che sono scese del 15% dal 2013 al 2017. Il tasso di disoccupazione, che già nel 2013 era sotto la media nazionale, è sceso nel 2017 al 6,2% (11,2% a livello nazionale). Un trend ancora migliore ha registrato la disoccupazione degli under 24: la quoto di chi è in cerca di un lavoro è passata dal 24,1% del 2013 al 17,7% del 2017 (ben al di sotto della media nazionale, al 34,7%).