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Politica Economica

Confindustria, Boccia lancia piano da 250 miliardi in cinque anni

di Andrea Gagliardi
16 Febbraio 2018

«Ci sono 250 miliardi di risorse da liberare in cinque anni con la partecipazione dell'Europa, del settore pubblico e privato. Con il nostro piano è possibile una crescita del 12% del Pil in un quinquennio». E ancora: «Siamo cittadini europei di nazionalità italiana. Siamo equidistanti dai partiti ma non dalla politica. Vogliamo che in questo Paese si recuperi buon senso e pragmatismo. Vogliamo un'Italia più semplice ed efficiente con uno Stato che passa da erogatore di servizi a promotore d'iniziative di politica economica». Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia nel suo intervento a conclusione delle assise generali 2018 a Verona.

Boccia: piano da 250 mld in 5 anni, crescita 12% Pil
«Se non si smontano riforme fondamentali e si attua un programma di medio termine basato su modernizzazione, semplificazione ed efficienza è possibile ottenere nell’arco di una legislatura di 5 anni oltre 1,8 milioni di occupati in più; il tasso di occupazione al 63%; una riduzione di più di 20 punti nel rapporto tra debito pubblico e Pil; una crescita cumulata del Pil reale vicino a 12 punti percentuali; una crescita dell'export consistentemente superiore alla domanda mondiale». Questi gli effetti del piano di Confindustria presentato dal presidente dell'associazione imprenditoriale, Vincenzo Boccia. Effetti stimati assumendo che non vengano toccati gli assi portanti di alcune riforme degli anni passati (Jobs Act, riforma Fornero ad esempio)

Gli obiettivi «possono essere realizzati attraverso il reperimento e l’impiego di 250 miliardi di euro». A questa somma, si arriva calcolando che l’Europa «potrebbe contribuire fino a 93 miliardi di euro» liberando risorse «per investire in infrastrutture, formazione, ricerca e innovazione»; mentre il settore privato «potrebbe contribuire fino a 38 miliardi di euro» investendo sull'economia reale e orientandosi su obiettivi di politica economica. «Apriremo un confronto con il nuovo governo su questa piattaforma, perché non siamo contro nessuno ma tifiamo Italia» ha detto Boccia, spiegando che il piano a 5 anni di Confindustria sarà presentato a tutti i partiti.

Più lavoro, più crescita e meno debito
Boccia ha ricordato che «più lavoro, più crescita e riduzione del debito» di almeno 20 punti nel prossimo quinquennio sono le «tre missioni-paese nate dal confronto sul territorio con migliaia di imprenditori». E la crescita è «la pre-condizione primaria per una società che include». Per realizzare questi obiettivi bisogna prima di tutto non smontare le cose buone fatte: riforma delle pensioni Jobs act, Industria 4.0, riforma fiscale, sostegno alla promozione delle imprese all’estero, riforma della pubblica amministrazione.

Sì a eurobond per investire in infrastrutture
Poi ha aggiunto: «Guardiamo alle infrastrutture come motore di sviluppo ed elemento di coesione per collegare i territori, le periferie ai centri, le città tra di loro, l'Italia al mondo». In questo scenario «vediamo favorevolmente gli eurobond» se finalizzati a una «dotazione infrastrutturale in Europa che sia al livello dell'Europa» ha affermato il presidente di Confindustria nella conferenza stampa al termine delle Assise generali.

Tre missioni per imprese, Europa e politica
Il documento finale di 28 pagine delle Assisi Generali di Confindustria, una proposta per il dibattito in vista del voto del 4 marzo, si basa su «tre missioni Paese con effetti quantificati sull’economia reale, tre
attori principali, sei assi prioritari di intervento». Questi «i capisaldi». Le tre missioni sono: «Una Italia che include: più lavoro per i giovani; una Italia che cresce di più e in modo costante; una Italia che rassicura, con il graduale rientro del debito pubblico». Tre attori - “Le imprese, l'Europa, la politica nazionale” - per agire su sei assi prioritari: «Italia più semplice ed efficiente. Un Paese sostenibile. L'impresa che cambia e si muove nel mondo. Fisco a supporto di investimenti e crescita. Europa miglior luogo per fare impresa».

Da post voto rischio quadro confuso e passi indietro
«È indubbio che le elezioni che verranno tra poche settimane potrebbero restituire un quadro a dir poco confuso e con pochi, erronei, passi il nostro Paese diventerebbe presto l'anello debole mondiale, con conseguenze sistemiche data la dimensione del debito pubblico e il peso dell’economia italiana nell’Eurozona» si legge nel documento di Confindustria presentato oggi da Vincenzo Boccia. «L'Italia è a un bivio e ha davanti due opzioni: tornare rapidamente indietro, senza che però si riesca ad attivare una rete di protezione sul Paese e in particolare sui titoli del nostro debito pubblico; o andare avanti e aspirare a diventare il primo Paese industriale d’Europa», continua il documento.

Bastone contro i protezionismi si chiama Europa
«Il bastone contro i protezionismi si chiama Europa» ha aggiunto il presidente di Confindustria nel suo intervento, citando una frase dell’ex presidente Usa Theodore Roosevelt: «Parla con dolcezza e portati dietro un grosso bastone». Boccia nell'affermare la sua contrarietà al protezionismo, ha sottolineato che «per contrastare quello degli altri abbiamo bisogno di una forte Europa, che deve integrarsi» perché «è il mercato più ricco del mondo con un debito integrato inferiore a quello degli Usa».

Questione Ema va posta al centro attenzione del Paese
Boccia, parlando dell’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco ad Amsterdam, che ha vinto al sorteggio contro Milano, non ha mancato di sottolineare anche che «la questione Ema deve essere ripresa e riproposta al centro del dibattito di un Paese che non deve subire solo le regole ma invocare il rispetto e la reciprocità delle regole, come si invoca la reciprocità e il rispetto dell'austerità»

Le assise di Confindustria
I lavori delle Assise generali di Confindustria sono iniziati stamattina. Con circa 7mila imprenditori accreditati, hanno puntato su tre temi centrali, come indicato dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: lavoro, crescita e riduzione del debito pubblico. La mattinata ha visto lo svolgimento di sei tavoli tematici: “Un Paese sostenibile: investimenti assicurazione sul futuro”; “Prepararsi al futuro: scuola, formazione, lavoro, inclusione giovani”; “L'impresa che cambia”; “Italia più semplice ed efficiente”; “Europa miglior luogo per fare impresa, prospettive mondo”; “Un fisco a supporto di investimenti e crescita”.