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Politica Economica

Regole Ue poco rispettate, solo due paesi non hanno mai superato il 3%

di Andrea Marini
05 Settembre 2018

«Non sfideremo l’Europa sui conti» è la rassicurazione che hanno lanciato i due vicepremier, e principali azionisti del governo, Matteo Salvini (Lega) e Luigi Di Maio (M5S). Una rassicurazione venuta dopo voci di un possibile sforamento del 3% nel rapporto deficit-Pil, che aveva subito riscaldato lo spread. Tuttavia, la regola europea del 3% negli anni passati, e complice la recessione post 2008, non è stata molto rispettata. Anzi, nell’area euro solo due paesi, Estonia e Lussemburgo, dal 2006 al 2017 i non sono mai andati oltre quel limite. A cui si aggiunge la Svezia, che però è nella Ue ma non nell’area euro.

Dalla Grecia al Lussemburgo
Non sorprende, data la crisi da cui è stata investita, che la Grecia sia stato l’unico paese dal 2006 al 2015 che ha avuto sempre il rapporto deficit Pil sopra il 3%. Ma anche la virtuosa Germania nel 2009 e nel 2010 si è piazzata rispettivamente al -3,2 e al - 4,2%. Erano però gli anni della recessione (nel 2009 il Pil tedesco è crollato del 5,6%), e le stesse regole europee prevedono di sforare il deficit in presenza di una caduta del Pil di almeno il 2%. Tra i grandi paesi Ue la Spagna è sempre andata oltre il 3% dal 2008 al 2017 (l’unica l’anno scorso ancora sopra la soglia fatidica), mentre la Francia ha sforato dal 2008 al 2016.

Il nodo del debito pubblico
L’Italia non è tra i paesi meno virtuosi: è andato oltre il 3% solo nel 2006, dal 2008 al 2011 e nel 2014 ha toccato il -3%. Tuttavia, il problema dell’Italia è l’elevato debito pubblico, che, secondo le regole europee dovrebbe tendere al 60% in rapporto al Pil. Roma, insieme ad Atene, ha sempre avuto dal 2006 al 2017 il rapporto debito pubblico Pil ben sopra il 100%. Per questo la Commissione Ue (e i mercati) sono molto rigidi sul rispetto dei vincoli sul deficit, visto che un allentamento su questo fronte renderebbe impossibile la riduzione del debito, arrivato nel 2017 al 131,8%.