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Attualita

Ponte Genova, Renzo Piano: «Sarà d’acciaio e durerà mille anni». E Castellucci manda in pezzi il plastico

di Nicoletta Cottone
07 Settembre 2018

«Questo ponte dovrà durare mille anni e dovrà essere d’acciaio». Si è commosso più volte l’archistar Renzo Piano presentando la sua “idea di ponte” nel corso di un incontro con il commissario per l’emergenza di ponte Morandi e governatore della Liguria Giovanni Toti. Il ponte sorgerà al posto del ponte Morandi crollato il 14 agosto. Alla presentazione dell'idea di viadotto dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano hanno partecipato l’ad di Autostrade Castellucci, l'ad di Fincantieri Giuseppe Bono, il sottosegretario alle Infrastrutture Edoardo Rixi, il sindaco Marco Bucci. L’archistar ha illustrato con grande passione il suo progetto. «Nel progetto - ha spiegato Renzo Piano - c’è qualcosa di una nave. Perché c’è qualcosa di Genova». Il ponte dovrà essere «sobrio e parsimonioso». Piloni a passo breve, cioè a 50 metri l'uno dall'altro, 22 campate, 43 lanterne - una per ogni vittima del 'Morandi' - e 18 pilastri che assomiglieranno alle chiglie delle navi. Sarà un ponte 'semplice' ed elegante. Per questo, anche per questo «ci teniamo a costruirlo - ha detto Bono - perché se lo merita Genova, e se lo merita il Paese».

GUARDA IL VIDEO - Crollo di Genova: Castellucci rompe il plastico del nuovo ponte di Renzo Piano

Castellucci manda in pezzi il plastico di Piano
E un piccolo incidente ha caratterizzato la fine della conferenza stampa di presentazione del progetto del nuovo viadotto sul Polcevera: l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci ha preso in mano una parte del plastico realizzato dallo staff di Renzo Piano e l’ha fatto cadere mandandolo in mille pezzi. Diplomatico Renzo Piano, che dopo aver assistito al crash, ha allargato le braccia e ha fatto un sorriso. «Non cominciamo così per favore», ha detto Piano. E poi: «Porta fortuna». Castellucci è fra gli indagati per il crollo del ponte Morandi del 14 agosto.

Un ponte che deve infiammare l’immaginario
«I muri devono crollare, i ponti mai. Questo ponte deve infiammare il nostro immaginario», ha detto il celebre architetto che all’indomani del crollo del ponte del 14 agosto 2018 si è subito reso disponibile per lanciare la sua idea di ponte per la sua città.

Toti: entro ottobre 2019 pronto il nuovo viadotto sul Polcevera
Il governatore della Liguria Toti ha detto che entro «ottobre 2019, novembre al massimo, Genova avrà un nuovo ponte sul torrente Polcevera». E ha sottolineato che «il nuovo Morandi non può essere un ponte normale, visto il dolore che ha provocato. Vogliamo costruire un simbolo per il futuro della città. Il progetto di Piano rappresenta l'essenzialità ligure ricca di significato, sarà costruito velocemente». Ha chiesto ad Aspi e Fincantieri di fare presto. «Abbiamo chiesto a Società Autostrade, che dovrà collaborare al piano di demolizione, e a Fincantieri, eccellenza industriale italiana, un po' anche genovese e ligure, che la priorità sia ricostruire rapidamente il ponte Morandi, perché la città ha bisogno di una completa viabilità».

No alla gara europea
«Non ci dovrà essere una gara europea per la ricostruzione del ponte Morandi. Se ci fosse una gara servirebbe un solo anno per organizzarla, anziché per ricostruire il viadotto», ha detto Giovanni Toti. «È probabile la creazione di un consorzio tra varie società che parteciperanno con un affidamento 'in house' alla costruzione - ha spiegato Toti -. Abbiamo più volte chiesto al Governo di derogare al Codice degli appalti. Se ci fosse una gara europea sarebbe impossibile realizzare il nuovo ponte Morandi entro un anno». Ha detto che al «progetto lavorerà un cantiere genovese», riferendosi «allo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente - con maestranze genovesi, uno stabilimento parte della storia della città».

Smontaggio dei due monconi
Intanto si sta pensando, ha detto il Governatore, «a demolire entrambi i monconi di ponte Morandi attraverso lo smontaggio in modo da non dover demolire le case sottostanti». Ha spiegato che ci sono alcune ipotesi di demolizione al vaglio: «non so se lo smontaggio completo andrà a buon fine». L'obiettivo resta cominciare la demolizione entro fine settembre. E almeno una parte della demolizione potrà andare parallelamente alla ricostruzione. Ha spiegato che inizialmente si voleva demolire il moncone ovest con lo smontaggio, quello est con smontaggio ed esplosivo. Particolare che però costringerebbe a demolire 150 appartamenti.