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Politica

M5s: «sì» alle sanzioni a Orbán. Lega, Forza Italia e FdI contrari

di Andrea Carli
11 Settembre 2018

Di fronte al bivio delle sanzioni al sovranista Orbán, i due azionisti di maggioranza del governo Conte, M5s e Lega si accingono a prendere due strade opposte. Domani, quando la plenaria del Parlamento europeo si pronuncerà sulla richiesta di sanzioni contro Budapest accusata di violare lo stato di diritto, i pentastellati voteranno a favore. Contro, il Carroccio. Allo stesso tempo, le due forze politiche che si sono presentate alle elezioni del 4 marzo al fianco della Lega nella coalizione di centrodestra - Forza Italia e Fratelli d’Italia - hanno annunciato che voteranno no.

Domani il voto sull’Ungheria
A tre giorni dal voto in Svezia che ha visto avanzare ma non sfondare la destra populista, i parlamentari europei dovranno decidere se avviare contro l’Ungheria, componente del gruppo di Visegrád, la procedura per violazione dello Stato di diritto, prevista dall’articolo 7, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, per contrastare una minaccia ai valori fondanti dell’Ue, tra cui il rispetto della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani. Per i popolari europei, di cui fa parte il partito del premier ungherese Fidesz, sarà una vera e propria prova del nove, anche in vista delle prossime elezioni europee. Se l’Europarlamento approverà le sanzioni, il via libera finale alle misure dovrà arrivare dal Consiglio europeo. L’azione potrebbe concludersi con la privazione del diritto di voto dell’Ungheria: sarebbe la prima volta nella storia dell’Unione.

(FdI): sanzionare l’Ungheria è una follia
Sulla stessa linea di Lega e Forza Italia, l’altra forza politica che alle scorse elezioni faceva parte della coalizione di centrodestra: Fratelli d’Italia. «Sanzionare l'Ungheria perché si rifiuta di essere invasa da immigrati clandestini - ha sottolineato la presidente Giorgia Meloni - è semplicemente follia. Siamo al fianco di Viktor Orbán e del popolo ungherese. Non è Orbán a tradire i valori fondanti della Ue ma chi in Ue spalanca le porte all’immigrazione incontrollata, umilia i diritti dei popoli e nega la sovranità delle Nazioni».

Orbán a Ue: non cediamo a ricatti, difenderemo frontiere
Intanto questo pomeriggio il premier magiaro è intervenuto a Strasburgo davanti alla Plenaria, alla vigilia del voto sulle sanzioni contro il suo paese. Orbàn ha giocato all’attacco. «Non accetteremo che le forze pro-migrazione ci ricattino - ha sottolineato -, non cederemo al ricatto, difenderemo le frontiere e fermeremo la migrazione clandestina. Anche contro di voi se è necessario». «L’Ungheria che da mille anni è membro della famiglia dei popoli - ha continuato Orbàn -, che con il suo lavoro e col suo sangue ha contribuito alla storia di questa magnifica europea, che ha combattuto l’esercito sovietico e ha pagato forte scotto per la democrazia europea. Ci siamo battuti per la libertà e la democrazia».

«Europa sia unita in diversità, non escludere Ungheria»
«Noi abbiamo una visione diversa sul cristianesimo - ha ricordato il premier ungherese nel suo intervento -, pensiamo in modo diverso sulla famiglia e la migrazione. Ma se vogliamo che l’Unione europea sia unita nella diversità, questo non è un motivo per escludere l’Ungheria dal processo decisionale».

«Complimenti all’Italia per coraggio sui migranti»
Nella fase di replica agli interventi degli eurodeputati, il premier ungherese ha fatto i complimenti all’Italia per le scelte che ha fatto in materia di gestione dei migranti. «Sulla migrazione sono disposto a cooperare con qualsiasi governo che vuole difendere le frontiere, non è per me una questione partitica - ha detto Orbàn -, e devo dire che mi tolgo il cappello di fronte agli italiani per il coraggio che stanno avendo e hanno avuto per quanto hanno fatto».

Weber (Ppe): se manca disponibilità Orbán voteremo sanzioni
Il leader dei Popolari al Parlamento Ue, Manfred Weber, ha chiarito la posizione del Ppe (Fidesz fa parte del gruppo Ppe al parlamento europeo). «La mia famiglia politica deciderà stasera sul voto di domani sull’Ungheria ma voglio dire a tutti che se non ci sarà la disponibilità a risolvere tutti i problemi da parte del governo ungherese, si farà scattare l’articolo 7.1». Domani le dichiarazioni saranno chiamate a reggere la prova del voto.