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Diritto

Risarcita la coppia che cambia stanza d’albergo causa insetto

di Marisa Marraffino
03 Agosto 2018

Le vacanze, si sa, vanno prese con lo spirito giusto ma il Tribunale di Roma, con la sentenza n.16070 depositata ieri, ha accordato il risarcimento del danno patrimoniale alla coppia che, a causa dell'animale trovato nella camera d'albergo, era stata costretta a cambiare stanza. Non si tratta del cosiddetto “danno da vacanza rovinata”, ma di un ristoro patrimoniale dovuto al disagio subito per aver dovuto cambiare camera all'improvviso. Gli sposi, infatti, si sono ritrovati in una stanza meno panoramica e hanno dovuto fronteggiare l'”emergenza” accontentandosi della nuova sistemazione.

Passi per i dolori fisici causati dalle gite avventurose incluse nel pacchetto turistico, per i ritardi dei voli interni e per il mancato funzionamento della tv, ma trovare un insetto nella camera d'albergo può dar luogo a una responsabilità contrattuale da parte del tour operator, tenuto a garantire “che tutti gli alloggi offerti dalle strutture da esso utilizzate non presentino inconvenienti”.

Il risarcimento del danno
Ma quanto vale il danno da insetto molesto? Per il giudice un decimo del valore del viaggio. In questo caso circa 700 euro che il tour operator dovrà rimborsare agli sposi, oltre al pagamento delle spese processuali. È il caso di sottolineare che in questa circostanza il danno da vacanza rovinata non c'entra: il giudice ha infatti risarcito il danno patrimoniale causato agli sposi dall'inadempimento contrattuale del tour operator colpevole di non aver verificato la qualità delle strutture offerte per il viaggio di nozze. Il danno non patrimoniale da vacanza rovinata viene invece risarcito al turista soltanto nel caso in cui i disagi sofferti superino la soglia minima di tolleranza, da valutarsi caso per caso.

Così la giurisprudenza ha riconosciuto il danno di vacanza rovinata agli sposi in caso di smarrimento dei bagagli o al turista rapinato in villeggiatura. Per la Corte di cassazione chi compra un pacchetto “all inclusive” ha il diritto di “godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo”, quindi se la vacanza diventa stressante si può configurare una lesione all'integrità psicofisica del viaggiatore, tutelata dall'art. 32 della Costituzione.