Questo sito utilizza cookie Pi� informazioni

Parlamento

Fraccaro: leggi popolari e referendum, abolita la tassa sulla raccolta firme

di Andrea Marini
20 Luglio 2018

«Ho deciso di abolire la ”tassa sulla democrazia”. Ho voluto che il mio primo atto ufficiale da ministro fosse quello di cancellare l’imposta di bollo per occupazione di suolo pubblico finalizzata alla raccolta firme a sostegno di referendum, iniziative popolari, petizioni ed istanze». Lo annuncia il ministro dei Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro (M5S) parlando di «una tassa a carico dei cittadini che arrivava fino a 32 euro a richiesta solo per poter partecipare alla vita politica» e alla formazione delle decisioni pubbliche.

Il questo posto all’Agenzia dell’Entrate
Il realtà, come spiega il ministro stesso, non si tratta di una “abolizione” di una tassa, ma della richiesta di chiarimenti alla Agenzia delle Entrate. La cui risposta , ora, renderà di fatto non più possibile da parte dei Comuni la riscossione della “tassa”. «Ho interpellato - spiega infatti il ministro - l’Agenzia delle Entrate in merito all’ambigua interpretazione da parte delle amministrazioni locali della legge in materia, formulando esplicita richiesta di esentare da imposta di bollo l’esercizio degli strumenti di democrazia diretta».

Il quesito posto all’Agenzia dell’Entrate
L’Agenzia delle Entrate, ha aggiunto Fraccaro, « ha emesso una risoluzione e ora i costi a carico dei cittadini per presentare referendum, leggi di iniziativa popolare, istanze e petizioni sono azzerati. Così sarà più facile esprimere e veder rispettata la volontà popolare». Le Entrate hanno messo sotto la lente l’interpretazione che le amministrazioni locali danno dell’articolo 1 della Tabella di cui all’allegato B del Dpr n. 642 del 1972 .

Diritti elettorali e referendum
Il Dpr prevede che siano esenti dall’imposta di bollo le «petizioni agli organi legislativi; gli atti e documenti riguardanti la formazione delle liste elettorali, gli atti e documenti relativi all’esercizio dei diritti elettorali ed alla loro tutela sia in sede amministrativa che giurisdizionale». L’Agenzia chiarisce ora come in questo perimetro vanno fatti rientrare, tra le altre, «tutte quelle iniziative finalizzate a consentire l’esercizio, da parte dei cittadini, dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione all'articolo 71» (proposte di legge di iniziativa popolare ) e «all’articolo 75» (referendum abrogativi).