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Italia

Test medici inadeguati sulle malattie della vista

di M.Cap.
18 Luglio 2018

A otto anni dalla reintroduzione parziale del certificato anamnestico per ottenere la patente, ancora troppi conducenti nascondono malattie invalidanti di cui soffrono oppure non hanno i requisiti visivi per guidare davvero in sicurezza. Lo denuncia l’Aifvs (Associazione italiana familiari vittime della strada), sulla base delle segnalazioni di medici abilitati alle visite di idoneità e degli studi di un progetto scientifico che ha analizzato i requisiti visivi vigenti giudicandoli incompleti.

Le malattie invalidanti possono essere nascoste perché il certificato anamnestico non è obbligatorio in sede di rinnovo patente. A quel punto, tutto è rimesso all’autocertificazione dell’interessato, che però potrebbe anche non sapere della sua malattia e quindi non sarebbe punibile per la falsa dichiarazione.

Discorso analogo per i requisiti visivi: sono sottoposti a esami approfonditi solo i soggetti che dichiarano di soffrire di patologie come miopia degenerativa, alcune retinopatie, maculopatia, glaucoma, cataratta anche iniziale, cheratocono evolutivo eccetera. Ma molti non sanno nemmeno di averle. Solo chi dichiara di averle viene sottoposto a esami supplementari come quelli del campo visivo, della visione crepuscolare, della sensibilità all’abbagliamento e della sensibilità al contrasto. E sono esami svolti con parametri che secondo l’Aifvs sono inadeguati.