Questo sito utilizza cookie Pi� informazioni

Politica

Oltre 9mila giudici alle urne per eleggere i 16 consiglieri togati del Csm

di Redazione Roma
08 Luglio 2018

Magistrati alle urne per eleggere i loro rappresentanti in seno al Consiglio superiore della magistratura. Oggi e domani infatti oltre 9mila giudici italiani sceglieranno i 16 consiglieri togati che trascorreranno 4 anni al Csm: due magistrati della Cassazione, quattro pm e dieci giudici di merito. La seconda fase del procedimento scatterà il 19 luglio, quando Camera e Senato in seduta comune eleggeranno gli otto componenti laici, scelti tra professori universitari e avvocati. Tra questi anche il vicepresidente, che sarà votato dal plenum del Consiglio a fine settembre.

La polemica Morrone sulle correnti in magistratura
L’appuntamento di oggi è stato preceduto dalla polemica - che non è escluso possa avere riflessi sul voto - innescata dal sottosegretario leghista alla Giustizia Jacopo Morrone, il quale ha espresso l’auspicio che in magistratura siano sempre meno presenti le correnti, soprattutto quelle di sinistra. Uno scontro che avrà i suoi effetti nella votazione del 19 luglio.

M5s e Lega sceglieranno la maggioranza dei componenti laici
Sia il voto di oggi e domani, sia quello del 19 sembrano destinati a cambiare profondamente i rapporti di forza tra i gruppi all’interno del Csm. La maggioranza dei laici, tra i quali, come si è detto, sarà scelto in seguito il vicepresidente, sarà indicata dai partiti che sostengono il governo, M5S (che nell’attuale Csm ha un solo consigliere) e Lega (ora priva di rappresentanti).

Favorito Davigo, ex pm di Mani Pulite ed ex presidente dell’Anm
Un altro elemento da prendere in considerazione è che alle elezioni dei togati partecipano per la prima volta Autonomia e Indipendenza, l’ultima nata tra le correnti della magistratura. Il suo leader e fondatore Piercamillo Davigo potrebbe bissare il clamoroso successo di due anni fa: candidato al parlamentino dell’Associazione nazionale magistrati, l’ex pm di Mani Pulite fu il primo degli eletti (1002 preferenze) e così diventò il presidente del sindacato delle toghe. Attualmente il gruppo - nato da una scissione di Magistratura Indipendente e da cui è arrivata la più netta apertura di credito al nuovo esecutivo per il suo programma sulla giustizia - ha un solo consigliere a Palazzo dei marescialli (Aldo Morgigni, eletto però con M.I) a fronte dei 7 di Area (Il cartello delle correnti di sinistra) dei 5 di Unicost (Il gruppo di centro) e dei 3 di Magistratura Indipendente(tradizionalmente più a destra).

Nel complesso solo 6 donne su 20 candidati
Davigo corre per la quota Cassazione, dove ha come concorrenti il sostituto Pg Carmelo Celentano (Unicost) e due colleghe Rita Sanlorenzo (Area), già segretario di Magistratura democratica, e Loredana Miccichè (M.I), in una competizione che vede nel complesso solo 6 donne su 20 candidati. Interessante anche la sfida per i quattro posti riservati ai pm, dove con Autonomia e Indipendenza é in corsa Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto a Catania: Area ha fatto scendere in campo il pm romano del processo Mafia Capitale Giuseppe Cascini, mentre gli altri concorrenti sono due sostituti procuratori, uno Antonio Lepre (M.I) di Paola e l’altro Luigi Spina (Unicost) di Castrovillari. A caratterizzare queste elezioni anche la partecipazione di diversi componenti del parlamentino dell’Anm: i giudici Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli (M.I) e i loro colleghi Giuseppe Marra e Ilaria Pepe (A&I). Tra i candidati, c’è pure il giudice della capitale Marco Mancinelli, che in passato è stato presidente della sezione romana dell’Anm.