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Parlamento

Casellati: «Vitalizi, serve un provvedimento inappuntabile. Diminuire gli stipendi dei senatori assenti»

di Nicoletta Cottone
25 Luglio 2018

Sui vitalizi «non c'è nessun problema per le tempistiche previste, tanto più che il provvedimento della Camera entra in vigore a gennaio 2019. Il Senato deciderà con la dovuta attenzione. Non c'è nessuna preclusione, nessun atteggiamento dilatorio, difesa di privilegi ma il bisogno di procedere con il rigoroso metodo di Einaudi “conoscere per deliberare”. Lo ha detto la presidente del Senato maria Elisabetta Alberti Casellati alla cerimonia del Ventaglio, il tradizionale ioncontro con la stampa parlamentare prima dell’estate, annunciando una delibera «che renda certe le decisioni del Consiglio di presidenza».

E ha spiegato che sul contenimento dei costi della politica «é evidente che il dibattito non si esaurisce certo con i vitalizi degli ex parlamentari. Tema rispetto al quale non mi sono mai sottratta, convinta che serva un provvedimento tecnico-giuridico inappuntabile». La presidente ha detto di aver auspicato « una collaborazione con la Camera, le cose andate parzialmente in un altro modo. Il Senato ha deciso di acquisire qualificati pareri” sull'argomento.

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Diminuire gli stipendi ai senatori assenti
«Quando non si è presenti in Aula o in commissione deve esserci una sensibile diminuzione degli emolumenti.

È un principio di giustizia e meritocrazia in linea con la funzione di rappresentanza». Lo ha detto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati alla cerimonia del Ventaglio. «Siamo in una legislatura inedita. Lo stesso lo è la mia presidenza, che è una novità», ha detto la presidente del Senato.

Lavoro, emergenza nazionale
«Il lavoro é la più stringente emergenza nazionale. Per accompagnare e sostenere lo sviluppo é necessario mettere allo stesso tavolo tutte le parti sociali», ha sottolineato la presidente del Senato parlando ai giornalisti a palazzo Giustiniani.

Nessun obiettivo è precluso alle donne
«Nessun obiettivo é precluso alle donne» nel cammino per la loro completa emancipazione, ha detto la presidente del Senato - prima donna a ricoprire l'incarico a palazzo Madama -, parlando alla cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare a Palazzo Giustiniani a Roma. «Dal 1994 c'è per la prima volta - ha sottolineato - un presidente espressione della opposizione. Una condizione che rende ancor più fondamentali le funzioni di garanzia e terzietà del ruolo. Auspico di riuscire a interpretare al meglio la mia funzione favorendo dialogo e confronto tra tutti i senatori al di là delle appartenenze nell'interesse dei cittadini e del Paese».

Fondamentale la tutela del lavoro giornalistico
«In materia di informazione, quanto più i temi sono sensibili tanto più serve competenza. La tutela del lavoro giornalistico e della proprietà intellettuale sono alla base di una società. Ci sarà massima attenzione del Senato» su questi aspetti, ha detto la presidente del Senato.

La lentezza processi non è più tollerabile
«Una giustizia ritardata è giustizia negata. La lentezza dei processi non è più tollerabile», ha detto detto la presidente del Senato alla platea di giornalisti per il consueto saluto prima dell’estate alla stampa parlamentare. La lentezza dei processi, ha sottolineato Casellati, «assume effetti sulla attrazione degli investimenti e sulla possibilità di ottenere fidi per le imprese, senza contare i costi indiretti e indiretti di contenzioso e burocrazia». Anche per questo, la presidente del Senato ha auspicato «più sostegno al lavoro e su quello in cui le imprese investono».

Sui migranti Italia lasciata sola, critiche ingenerose
La presidente del Senato ha anche parlato del tema migranti. «Sull'immigrazione, il nostro Paese per troppo tempo è stato lasciato solo. Sono ingenerose e pretestuose le critiche anche degli ultimi giorni. L'Italia è un Paese straordinariamente accogliente e solidale». E ha sottolineato che «a livello comunitario nelle ultime settimane sono arrivati segnali a sostegno della posizione italiana. Dalla modifica del trattato di Dublino si misurerà la volontà di governare i flussi migratori». E ha osservati che «parlando con voci dissonanti l'Ue rischia essere parte del problema e non la soluzione».