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Attualita

Crollo ponte, Conte: «Non lasciamo sola Genova». Commissione Mit: «Probabili concause»

di Redazione Online
19 Agosto 2018

Il giorno dopo i funerali di Stato che hanno stretto in un abbraccio di dolore e commozione i familiari delle vittime del crollo del ponte Morandi la città di Genova torna a occuparsi della messa in sicurezza e della ricostruzione. Il premier Giuseppe Conte ha ribadito gli impegni presi da Palazzo Chigi per l'emergenza. Il Governo, ha sottolineato su Facebook, «è con Genova e con i genovesi e non solo a parole, ma con gesti concreti». Un riferimento, in particolare, ai 33,5 milioni di euro già stanziati per i primi interventi. «Il Governo - aggiunge - ha messo a disposizione i fondi necessari, ma adesso pretendiamo che si faccia in fretta e che sia data una dimora a queste persone. Abbiamo fatto tanto, stiamo facendo tanto e faremo ancora tanto altro. Non lasciamo sola Genova». Mentre si iniziano a muovere i primi passi per l’accertamento delle dinamiche del cedimento: il crollo del ponte Morandi –ha detto il presidente della commissione ispettiva del Mit, Roberto Ferrazza dopo il sopralluogo avviato in mattinata – potrebbe esser stato determinato da «una serie di concause» e non solo dalla rottura di uno strallo. «La procura – ha aggiunto Ferrazza – ha autorizzato le verifiche per la messa in sicurezza dei monconi di Ponte Morandi proposte da Anas, dopo aver avuto il parere favorevole dei consulenti. Le verifiche verranno effettuate dai tecnici di Autostrade con i consulenti della procura».

La dinamica del crollo: « Prima si è storto, poi è caduto»
La lettura della dinamica del crollo, quale elemento si sia rotto per primo «non è ancora del tutto chiara» ha spiegato Ferrazza. «Non è chiaro quale sia stato l'innesco della dinamica» ma «il ponte non è caduto nella sua proiezione: prima
si è storto, poi è caduto». Bisognerà lavorare ancora «sul posizionamento e ribaltamento delle macerie, considerando che c’è stata una rottura che ha
provocato un movimento della struttura non equilibrato». Il cedimento dello strallo resta dunque «un’ipotesi» per il presidente della commissione ministeriale: lo strallo, è una bretella «che tiene la trave, l’impalcato su cui
circolano gli automezzi su cui circolano gli automezzi: la sua rottura può essere stata determinata sia da un comportamento anomalo della trave o dal
cedimento delle mensole che tengono gli impalcati. Una eventuale rottura della mensola può aver fatto girare l’impalcato e sovraccaricato lo strallo».

Giorgetti: «A settembre piano strade e scuole sicure»
Intanto il governo pensa al dopo Genova e lancia «una grande operazione di messa in sicurezza infrastrutturale del Paese». Fuori dai vincoli Ue. Ad anticiparlo il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti, in un’intervista al Messaggero e al Mattino di Napoli. Il piano che sarà varato a settembre, non riguarderà solo la rete autostradale, i ponti, i viadotti, gli acquedotti, ma anche le scuole e le situazioni di rischio causate dal dissesto idrogeologico». Negli ultimi anni, attacca Giorgetti «il Paese e le sue strutture sono state trascurate, dimenticate. Si è pensato alle Nuvole, all’arredo urbano. Ora si torna a garantire le strutture di base».

Il procuratore Cozzi: Stato ha abdicato alla funzione di controllo
A ragionare sul tema della sicurezza delle nostre infrastrutture è intervenuto ieri anche il procuratore di Genova, Francesco Cozzi. «Premesso che l’indagine è in una fase preliminare ed esiste comunque un segreto istruttorio -ha detto - posso tuttavia fare un ragionamento più generale: io ho qualche difficoltà ad accettare l'idea che il tema della sicurezza pubblica stradale sia rimesso nelle mani dei privati. La filosofia del nostro sistema vede oggi uno Stato espropriato dei suoi poteri, una sorta di proprietario assenteista che ha abdicato al ruolo di garante della sicurezza. Come se avesse detto al privato, veditela tu». Nel momento in cui, sottolinea Cozzi, «lo Stato abdica alla funzione di controllo ci vorrebbe almeno un'agenzia terza che garantisse la sicurezza, non il concessionario stesso. Credo che il crollo del ponte Morandi porti a ripensare tutta la materia».

Ordinanza di Protezione civile in arrivo
Lo stanziamento del governo, sollecitato e quantificato dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova, servirà per realizzare gli interventi urgenti per la viabilità alternativa, per potenziare il sistema dei trasporti e per individuare sistemazioni abitative per i tanti nuclei familiari che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni considerate a rischio. Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sarà domani pomeriggio in Regione, a Genova, proprio per lavorare sul testo dell'ordinanza di Protezione civile - deliberata dal Cdm a Ferragosto - che consentirà al governatore Giovanni Toti in qualità di Commissario straordinario e al sindaco Bucci di avviare i necessari interventi, sia dal punto di vista normativo che operativo.

Bonifica in corso sul luogo del crollo
In attesa del provvedimento, che sarà operativo tra lunedì e martedì, i Vigili del fuoco hanno intanto concluso le operazioni di ricerca e recupero dei corpi degli ultimi dispersi, continuando però ad operare tra le macerie del viadotto per mettere in sicurezza l'area e bonificare tutte le zone, anche per poter escludere definitivamente che vi siano altre persone coinvolte nella tragedia ma non segnalate da nessuno. Sul moncone est del ponte crollato è stato posizionato un georadar per monitorare eventuali alterazioni nella stabilità mentre proseguono i lavori delle grandi ruspe per asportare i materiali caduti nel torrente Polcevera.

L’autorità portuale: bypass in un mese.
In un mese dal dissequestro delle aree sarà possibile creare i bypass per ripristinare a Genova i collegamenti merci ferroviari, oltre a quello stradale nell’ex area Ilva. La previsione arriva dal presidente dell'Autorità del sistema portuale del Mar Ligure occidentale, cioè soprattutto Genova e Savona, Paolo Emilio Signorini, a margine del Meeting di Rimini. I tempi per il dissequestro, da quanto emerge, potrebbero essere molto brevi, anche di giorni, così come in settimana potrebbe giungere la nomina del commissario straordinario.

Un algoritmo per decidere le graduatorie degli sfollati
Concreti anche i progressi sull’assistenza agli sfollati: domani, infatti,saranno assegnati a 11 nuclei familiari (abitanti negli alloggi Arte di San Biagio, in Valpolcevera) i primi appartamenti messi a disposizione dal Comune di Genova, ed altre 40 famiglie saranno sistemate nelle prossime settimane: la priorità viene data alle famiglie con bambini e anziani o disabili. I criteri di assegnazione saranno stabiliti da un algoritmo messo a punto dai tecnici informatici dell’Ente locale. La graduatoria, spiega l'assessore comunale al Bilancio Pietro Piciocchi, «è stata elaborata con un sistema di punteggi che ha consentito di privilegiare persone con disabilità, nuclei familiari con minori in età scolare, quindi dai 3 ai 14 anni, cercando di allontanarli il meno possibile dalle loro scuole, in vista di settembre». In queste ore vengono ultimati gli allacci delle utenze. «Stiamo facendo i salti mortali - conclude l'assessore comunale - ma contiamo di consegnare le prime case già domani».

Taxi gratis per i cittadini rimasti senza casa
Oltre agli alloggi sostitutivi, sono molte le misure di sostegno agli sfollati messe in campo dalla città di Genova. Tra queste, le corse gratuite dei taxi messe a disposizione dall'amministrazione comunale e dalla Cooperativa Radio Taxi per i cittadini costretti per motivi di sicurezza a lasciare le proprie case nei pressi del ponte Morandi. Dal 20 agosto al 2 settembre, gli sfollati potranno utilizzare gratis i taxi della cooperativa per recarsi presso le proprie abitazioni per recuperare oggetti personali o di qualsiasi altro tipo. A disposizione anche un numero telefonico da contattare in caso di necessità. Le persone saranno accompagnate negli appartamenti da personale della Protezione civile e dai Vigili del Fuoco.

Convenzione ad hoc per utilizzare le case sfitte
A favore degli sfollati del ponte Morandi anche un’iniziativa promossa da Confedilizia Genova. L’associazione dei proprietari di immobili proporrà al Comune una convenzione per consentire ai proprietari di case non occupate di darle in locazione in via transitoria all'amministrazione comunale a canoni agevolati, affinché quest'ultimo le possa mettere a disposizione delle famiglie sfollate. «Contiamo di mettere a disposizione oltre 300 unità immobiliari. I tempi per attuare il programma possono essere molto rapidi», dichiara Vincenzo Nasini, vice presidente nazionale di Confedilizia e presidente dell'Associazione Proprietà Edilizia Genova.