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Parlamento-news

Camere ai supplementari: rush finale su 12 pareri al Governo

di Andrea Marini e Marta Paris
11 Gennaio 2018

Le Camere sono state sciolte (il 29 dicembre) ma in Parlamento i lavori sono ancora in corso. E se ormai l’attività legislativa è di fatto chiusa è invece corsa contro il tempo da parte delle commissioni per esprimere gli ultimi pareri sugli atti del governo, decreti attuativi delle ultime leggi della XVII legislatura. In tutto è in corso l’iter per 12 provvedimenti anche se le commissioni Giustizia di Camera e Senato attendono ancora uno dei cardini della riforma del processo penale approvata l’estate scorsa: il riordino dell’ordinamento penitenziario approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri il 22 dicembre.

Corsa contro il tempo: dalle missioni internazionali al débat public
Il calendario per l’esame dei provvedimenti è serratissimo anche in vista dell’imminente campagna elettorale. In lista d’attesa ci sono norme importanti come il Dpcm sul finanziamento delle missioni internazionali all’esame delle commissioni Esteri, Difesa e Bilancio o il decreto di attuazione del Codice appalti sul débat public – la consultazione delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi opere infrastrutturali con un impatto su ambiente e città – in commissione Ambiente entrambi con scadenza il 29 gennaio.

In questa legislatura i pareri sui decreti scendono a 369
I pareri delle commissioni non sono vincolanti per il Governo. Palazzo Chigi può non tenerne conto, ma anche le commissioni possono non esprimersi. Tra Dpr, decreti legislativi, ministeriali o della Presidenza del consiglio in tutto in questa legislatura sono passati al vaglio delle commissioni parlamentari 369 atti, in calo rispetto ai 497 della scorsa legislatura. Considerando non solo i decreti ma il complesso degli atti trasmessi dal Governo al Parlamento in questi cinque anni più dell’80% ha ricevuto parere favorevole mentre nel 7% dei casi questo non è stato espresso; per il resto l’esito è stato “non ostativo”. Nessuna valutazione contraria.