Questo sito utilizza cookie Pi� informazioni

Attualita

Lega, il Riesame conferma il sequestro dei 49 milioni di euro. Nel mirino tutti i conti riconducibili al partito

di Ivan Cimmarusti
06 Settembre 2018

Il tribunale del Riesame di Genova ha confermato il sequestro dei 49 milioni di euro della Lega. Secondo i giudici il denaro è sequestrabile in «tutti i conti correnti riconducibili» al partito di Matteo Salvini. «Il tribunale del Riesame - si legge nelle carte - dispone il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta anche delle somme di denaro che sono state depositate o verranno depositate sui conti correnti e depositi bancari intestati o comunque riferibili alla lega Nord».

GUARDA IL VIDEO / Il tribunale del Riesame di Genova conferma il sequestro dei 49 milioni della Lega

Il fulcro della sentenza
Il Riesame ha disposto «il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta anche delle somme di denaro che sono state depositate o verranno depositate sui conti correnti e depositi bancari intestati o comunque riferibili alla Lega Nord successivamente alla data di notifica ed esecuzione del decreto di sequestro preventivo emesso dal tribunale di Genova in data 4 settembre 2017, fino a concorrenza dell'importo di 48.969.617 euro», si legge nella sentenza depositata questa mattina dai giudici.

La Cassazione
La decisione del Riesame segue al provvedimento della Cassazione, che a giugno scorso ha ordinato il sequestro dei 49 milioni di euro della Lega, ovunque custoditi, ma anche presenti e futuri. Secondo la Corte la Lega avrebbe dovuto restituire i 49 milioni di euro allo Stato, per la vasta truffa del leader del Carroccio Umberto Bossi. Conti correnti bancari, libretti e depositi: per i giudici era necessario un sequestro «per equivalente ovunque e presso chiunque custodito». La Corte ha, dunque, riconosciuto ai pm di Genova la possibilità di porre i sigilli sui capitali del Carroccio di Matteo Salvini «ovunque e prezzo chiunque custodito».

La storia
La vicenda ha inizio il 24 luglio 2017, con la sentenza di condanna, tra gli altri, per Bossi e per l'allora tesoriere Francesco Belsito, accusati di essersi intascati le erogazioni previste dalla legge sulla «contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici». Scatta, così, un provvedimento di sequestro per la somma di 48 milioni 969mila 617 euro. Tuttavia sul conto corrente del Carroccio la Guardia di finanza trova esclusivamente 1 milione 651mila 279 euro.

Secondo Giovanni Ponti, avvocato della Lega, le somme sequestrabili sono esclusivamente quelle rinvenute all'epoca dei fatti sui conti corrente. Eventuali nuove confische possono essere chieste dalla Procura solo nella fase del processo d'Appello. Il parere opposto dei pubblici ministeri è stato valutato dalla Cassazione, la quale ha riconosciuto che il denaro potrebbe non essere stato trovato nella fase del sequestro ordinato alla Finanza, per «una impossibilità transitoria o reversibile». Ora la decisione del Riesame.