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Parlamento

Fraccaro: via il quorum dal referendum, drastica riduzione dei parlamentari

di Nicoletta Cottone
12 Luglio 2018

Via il quorum dai referendum. E via il Cnel. L’abolizione del quorum nel referendum abrogativo e in quello propositivo sarà una delle riforme che il governo porterà in Parlamento. Lo ha detto il ministro per le riforme Riccardo Fraccaro nel corso di una audizione dinanzi alla commissione Affari costituzionali della Camera. Fraccaro ha spiegato che il quorum «premia chi non partecipa» e alla fine «disincentiva la partecipazione». La riforma dovrà intervenire anche sulla legge di attuazione del referendum la 352 del 1970, sui meccanismi di raccolta delle firme che sono «arcaici».

Presto un portale per dare pareri sulle leggi
«Intendo lavorare, in raccordo con i ministri interessati, alla creazione di un portale unico delle consultazioni del Governo», ha detto il ministro. Che ha anche parlato della necessità di migliorare la qualità delle leggi attraverso «codificazione o taglia-leggi». Tutto con «il coinvolgimento dei cittadini e delle imprese» attraverso consultazioni con visibilità sul portale unico. Il portale servirà, ha spiegato Fraccaro «a informare i cittadini sul loro diritto di prender parte alle decisioni del Governo e stimolare la loro partecipazione; aggregare in un unico sito l'elenco di tutte le opportunità di partecipazione in corso; mettere a disposizione delle amministrazioni un software open source per realizzare le consultazioni».

Obbligo per le Camere di esaminare i ddl popolari
Fraccaro vuole anche che sia introdotto nei regolamenti parlamentari l'obbligo dell'esame delle leggi di iniziativa popolare.

Legge costituzionale per abrogare il Cnel
Fraccaro ha detto che il governo presenterà una legge costituzionale che abroga il Cnel, che «è risultato inefficace - ha detto il ministro - rispetto all'obiettivo» assegnatogli dalla Costituzione, quello di «iniziativa legislativa in materia economico-sociale». Obiettivo che «sarà meglio realizzato sia dai nuovi istituti di democrazia diretta, sia dalla valorizzazione del Parlamento».

Taglio dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori
Il governo proporrà un disegno di legge di riforma costituzionale con «una drastica riduzione» del numero dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori, cosa che porterà «a risultati in termini di spesa», ma anche a «migliorare il processo decisionale nell'interesse dei cittadini». Ora i deputati sono 630 e i senatori 315. Il ministro ha anche ricordato che la legge elettorale «non è nel contratto di governo» e dunque il governo non presenterà una proposta di riforma.

Le riforme? Interventi puntuali e distinti : stop a grandi ddl
Sulle riforme il governo intende perseguire «un approccio pragmatico», ha spiegato Fraccaro, «superando l'approccio delle grandi riforme complessive che poi sono state bocciate dai cittadini nei referendum». Si perseguirà quindi la via di «interventi puntuali, distinti». Questo poerché, ha spiegato il ministro, le riforme complessive danno luogo «a quesiti che impongono al cittadino di accettare tutto o lasciare tutto». Invece «ogni legge deve avere un contenuto chiaro e omogeneo in modo che il cittadino possa scegliere consapevolmente con un si o un no» al referendum .

Nuovo rapporto con gli enti locali e attuazione delle norme su Roma Capitale
«Il governo intende attuare il cambiamento anche nel rapporto con gli Enti locali» e «in tale contesto, particolare rilievo assume l'attuazione, con legge
dello Stato, delle disposizioni costituzionali su Roma Capitale (articolo 114 della Costituzione), che da anni attende di essere completata».