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Attualita

Disastro sulla A10: «Il ponte è crollato come se fosse di farina»

di Nicoletta Cottone
15 Agosto 2018

«Il ponte? È crollato come se fosse di farina. Tremo ancora adesso. Sono stata una miracolata». È la prima voce che giunge da Genova dopo il collasso del viadotto Morandi sulla A10 che ha provocato 39 morti. Le ricerche dei corpi e di eventuali superstiti sono andate avanti tutti la notte e proseguiranno nelle prossime ore. Ci sono 15 feriti in ospedale, di cui 12 in codice rosso. E ancora si scava fra le macerie. La signora sotto choc ai microfoni del Tg1 racconta il collasso di cento metri del viadotto costruito nel 1967, la scena apocalittica che ha vissuto dalla strada sotto il ponte. Lei ha visto con i suoi occhi il ponte “sfarinarsi” e collassare facendo finire nel vuoto la corsa di decine di auto e tir.

Italia incredula, il primo allarme da un abitante del quartiere
L'Italia è incredula dinanzi alla tragedia di Genova, all'ipotesi di cedimento strutturale che in pochi secondi ha ingoiato sotto le macerie decine di vite umane, sepolti sotto tonnellate di cemento, imprigionate in carcasse di auto ridotte a sottiletta, in tir fatti a pezzi come se fossero di cartone. La prima telefonata che arriva al 112 è di un abitante del quartiere, Andrea Rescin. L'operatore è incredulo, ma gli allarmi confermano rapidamente l'accaduto. C’è chi racconta di un fulmine che si abbatte sul viadotto, chi narra del ponte illuminato da una luce azzurra. Il boato, la polvere, poi il ponte non c’è più. Amelia G., 17 anni, parla di «un rumore terribile, come il barrito di un mostro gigantesco».

GUARDA IL VIDEO - L’Italia che crolla: dal ponte Morandi al viadotto della Palermo-Agrigento durato 10 giorni
Il camionista in bilico sul baratro
Accanto alla lista di morti ci sono i sopravvissuti, quelli che si sono salvati per pochi metri. C’è l’autista della ditta Damonte, che lavora da un anno per la ditta di trasporti. Ha 37 anni ed è l’autista del camion con le insegne della catena di supermercati Basko che si è fermato sull’orlo del precipizio, a pochi metri dal baratro. «Pioveva a dirotto – racconta – a un certo punto è tremato tutto. La macchina che avevo davanti è sparita, sembrava inghiottita dalle nuvole. Ho visto cadere il pilone del ponte davanti a me e ho inchiodato. Quando ho visto il vuoto davanti ho fatto retromarcia per scappare da quell’inferno». Poi è saltato giù dal camion ed è corso via a piedi, dando l’allarme agli altri automobilisti.

Il calciatore-pompiere planato sulle macerie
Ha fatto un volo di 50 metri a bordo della sua Tiguan ma è illeso. È vivo per miracolo Davide Capello, il calciatore 36enne di Nuoro, che ha giocato nella nazionale under 20, poi ha indossato la maglia del Cagliari e ora è portiere del Legino Calcio, una squadra in provincia di Savona. Dopo la carriera sportiva, a soli 29 anni, si è arruolato nelle file dei Vigili del fuoco. La sua macchina è planata giù quasi accompagnata dalla campata del ponte che crollava. «Ho fatto un volo attaccato all'asfalto», racconta.L'ha tirato fuori un collega pompiere. È sopravvissuto al disastro, sotto choc, ma illeso.

Solo una slogatura per il camionista dell'Est sul camion schiacciato dal cemento
Ha una cinquantina di anni, i capelli brizzolati e una slogatura alla spalla il camionista dell’Est che era al volante di un camion che trasportava acque minerali. Nel crollo è stato sbalzato fuori dalla cabina, ha sbattuto contro un pilone di cemento, ed è scampato alla morte allontanandosi velocemente. La motrice è rimasta schiacciata sotto le campate di cemento crollate. È stato medicato da una delle prime ambulanze del 118 accorse sul posto e trasferito all’ospedale San Martino.Si è slogato una spalla e ha una ferita all’anca.

Gianluca appeso al camion: è pieno di fratture ma salvo
Gianluca, 28 anni, autotrasportatore di mobili, si è salvato restando appeso al camion. Stava andando al lavoro quando è crollato il ponte. «Ci riteniamo miracolati», racconta la sua compagna Giulia che aspetta un bambino che nascerà il prossimo mese. «Il mio compagno è rimasto appeso al camion e penso che sia rimasto attaccato alla vita per amore del bimbo che sta per nascere». Ha molte fratture ma non rischia la vita.

Il calciatore della nazionale Criscito era appena passato
Era passato pochi minuti prima sul ponte il calciatore del Genoa e della nazionale Mimmo Criscito. Viaggiava sul viadotto crollato con la famiglia per andare all’allenamento della squadra a Pegli. «Stiamo tutti bene – ha scritto su Instagram – siamo passati su quel ponte esattamente dieci minuti prima del crollo. Sono vicino a tutte le famiglie delle vittime. Non è possibile che un ponte in autostrada possa crollare in questo modo».