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Europa

Migranti, nel piano Ue subito 35 milioni all’Italia. Centro di soccorso in Libia

dal nostro corrispondente Beda Romano
04 Luglio 2017

BRUXELLES – Dinanzi alle pressioni italiane per un sostegno alle autorità nazionali nel gestire i flussi di migranti nel Mediterraneo centrale, la Commissione europea ha annunciato oggi linee-guida per aiutare l'Italia in questa fase. Il piano, che pur prevedendo l'esborso immediato di altri 35 milioni di euro a favore dell'Italia è soprattutto il proseguo di una strategia già in essere, giunge mentre i ministri degli Interni dell'Unione si apprestano a discutere della crisi migratoria a Tallinn tra giovedì e venerdì.

In una conferenza stampa a Strasburgo, dove il collegio dei commissari si è riunito a margine della sessione plenaria del Parlamento europeo, il vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans ha avuto parole di grande apprezzamento per il lavoro dell’Italia. Ha parlato di «situazione estremamente complicata» e di «grande ammirazione» nei confronti delle autorità italiane. Ha poi aggiunto: «È nostra intenzione dimostrare piena solidarietà con l’Italia».

Sostegno alle autorità libiche
In dettaglio, ecco le misure presentate dalla Commissione europea. Bruxelles vuole «incrementare ulteriormente» la capacità operativa delle autorità libiche grazie a un progetto dotato di 46 milioni di euro e preparato congiuntamente con l’Italia; finanziare la creazione in Libia di «un centro di coordinamento e soccorso marittimo» pienamente operativo; aumentare i finanziamenti per la gestione della migrazione in Italia di ulteriori 35 milioni di euro da mobilitare immediatamente.

Nel contempo, l’esecutivo comunitario vuole garantire «una piena mobilitazione» delle agenzie europee sul fronte migratorio; avviare e finanziare un nuovo sistema di reinsediamento, in particolare dalla Libia, dall’Egitto, dal Niger, dall’Etiopia e dal Sudan; collaborare con la Libia per rafforzare i controlli sulla frontiera meridionale, in cooperazione con i Paesi del G5 Sahel e gli Stati membri, il tutto con il sostegno finanziario dell’Unione.

Appello ai Ventotto
Secondo la stessa Commissione, i Ventotto dovrebbero contribuire in modo sostanziale al Fondo fiduciario Ue-Africa per integrare il contributo di 2,6 miliardi di euro giunti dall’Ue, in linea con gli impegni da assunti nel 2015; accelerare il ricollocamento dall’Italia; contribuire al dialogo con la Tunisia, l’Egitto e l’Algeria e mobilitare le loro capacità, in sinergia con quelle della guardia costiera e di frontiera europea, per contribuire al rimpatrio dei migranti irregolari dall’Italia.

Un codice di condotta per le Ong
Sempre secondo l’esecutivo comunitario, l’Italia dovrebbe redigere un codice di condotta delle Organizzazioni non governative che effettuano attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo; rispettare gli impegni assunti in materia di ricollocamento; creare capacità supplementari nei centri di crisi; aumentare la capacità di accoglienza, incrementando in modo sostanziale e in tutta urgenza la capacità di trattenimento, portandola ad almeno 3.000 posti; e infine accelerare i rimpatri.

Interpellato dalla stampa sul timore che le esortazioni della Commissione possano essere insufficienti nel convincere Stati membri e vicini africani a collaborare nella gestione dell’emergenza migratoria, il vice presidente Timmermans ha spiegato: «Vediamo giovedì come possiamo insieme all’Italia» affrontare questa crisi. «Attenzione a non creare un fattore di attrazione (…) Abbiamo grande fiducia nell’approccio dell’Italia, ma dobbiamo lavorare insieme agli altri 27 paesi membri».

Le misure annunciate oggi dalla Commissione europea non possono dirsi totalmente nuove. Sono per la maggior parte un prosieguo di provvedimenti già in essere. Giungono mentre la riunione ministeriale a Tallinn ha assunto particolare importanza alla luce della situazione nel Mediterraneo centrale. Secondo le più recenti cifre del governo italiano, dall’inizio dell’anno sono sbarcati in Italia 85.170 migranti, un aumento del 19,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.