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Italia

80mila Pmi sul podio dell’export mondiale

di Giovanna Mancini
05 Giugno 2018

Il Salone del Mobile di Milano è solo la punta dell’iceberg. Un evento internazionale capace di attrarre ogni anno in aprile 400mila visitatori nel capoluogo lombardo, grazie soprattutto all’unicità della filiera industriale che rappresenta.

Per semplicità – ed efficacia comunicativa – tutti parlano di design «made in Italy», ma dietro la forza e la fama mondiale di alcuni tra i più importanti brand italiani c’è un’intera filiera produttiva, quella del legno-arredo, fatta di una miriade di piccole e piccolissime imprese, con un fatturato medio annuo inferiore ai due milioni di euro: quasi 80mila imprese in tutta Italia (concentrate in particolare in Brianza, nel Veneto, in Friuli Venezia Giulia, nelle Marche e in Emilia-Romagna) che insieme danno lavoro a 320mila addetti e nel 2017 hanno generato un fatturato di 41,5 miliardi di euro, pari al 5% del Pil nazionale, secondo gli ultimi dati diffusi da FederlegnoArredo.

Oggi la leadership internazionale dell’industria italiana del legno-arredo è indiscussa: il nostro Paese si contende con la Germania il secondo posto tra i principali esportatori di arredo nel mondo (alle spalle dell’inarrivabile Cina, che gioca però la sua partita su una fascia di prodotto medio-basso) e il terzo posto tra i produttori (dietro Cina e Stati Uniti), ma nel segmento dell’alto di gamma le aziende del made in Italy hanno la quota principale su tutti i mercati. E proprio il fronte internazionale rappresenta oggi, per le imprese italiane, la vera sfida: se si considera l’intera filiera, le esportazioni di made in Italy rappresentano oggi poco meno del 40% della produzione, quota che tuttavia sale al 52% prendendo in considerazione il solo comparto dell’arredamento, con punte del 75% per i prodotti dell’illuminazione o del 68% per le sedie.

E pensare che fino agli anni 60 il punto di riferimento imetrnazionale per il comparto era ancora la Germania, con la fiera di Colonia a cui anche i produttori italiani – spesso senza conoscere una sola parola in tedesco o in inglese – partecipavano. La filiera del legno-arredo era una galassia di oltre 106mila botteghe artigiane, concentrate soprattutto in Brianza, che senza tecnologie avanzate né manodopera specializzata riuscì a compiere il miracolo, dando forma e fama mondiale ai prodotti dei grandi maestri di allora (e di oggi), quelle icone senza tempo del design che portano la firma dei fratelli Castiglioni, di Magistretti, Mari, Sotsass e di tanti altri. Proprio negli anni 60 nasce e si afferma a livello internazionale quel Salone del Mobile che oggi è la vetrina imprescindibile per chi lavora nel settore.