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Attualita

Immigrati, in Italia sono 5,9 milioni. È allarme minori non accompagnati

di Silvia Sperandio
02 Dicembre 2016

Oltre 5,9 milioni gli stranieri in Italia al primo gennaio 2016. Rispetto all’anno precedente, le presenze sono in crescita di 52mila unità (+0,9%). Ma ad aumentare sono soprattutto i “nuovi italiani”, ossia gli immigrati, stabili e integrati, che hanno preso la cittadinanza nel nostro Paese: nel 2015 sono arrivati a quota 178mila , contro i 130mila del 2014. L’aumento effettivo degli stranieri, dunque, è stato complessivamente di 230mila unità (l’anno scorso erano stati 283mila).

Sono alcuni dati riportati dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) nel suo Rapporto annuale sulle migrazioni, presentato ieri a Milano. Una fotografia che, al di là dei numeri elaborati, mette in luce aspetti problematici e contraddizioni di questo fenomeno, cercando di intravedere possibili scenari futuri.

Gli italiani sovrastimano la presenza di immigrati e musulmani

C’è innanzitutto il «divario», tra la «percezione» che hanno gli italiani della presenza di immigrati e quella che è «la loro presenza effettiva», come ha osservato il segretario generale della Fondazione Ismu, Vincenzo Cesareo.
Oggi, ad esempio, gli italiani pensano che gli immigrati «arrivino a rappresentare il 30% della popolazione italiana mentre, nella realtà, stiamo raggiungendo il 10%; che è certamente un salto notevole nel giro di pochi anni ma siamo appunto sotto il 10%». Inoltre, «per la percezione degli italiani i musulmani sono tantissimi, il 20% degli immigrati, mentre in realtà sono il 4%». «Questi due dati sono credo emblematici - ha detto il segretario Ismu - per dimostrare quanto si debba fare per creare e diffondere una conoscenza corretta del fenomeno migratorio sulla quale poi ognuno farà le analisi e le riflessioni che riterrà opportuno».

Minori non accompagnati, il 2016 è l’anno dei record
Le cifre mettono in evidenza anche le gravi disparità di condizioni che affrontano oggi i minorenni giunti dall’estero. Da un lato ci sono i bambini che, grazie alle loro famiglie ormai radicate nel nostro Paese, diventano italiani, dall’altro c’è un numero crescente di minori che arrivano sulle nostre coste senza i genitori. I dati al 31 ottobre 2016 segnalano che i minori non accompagnati sbarcati dai gommoni sono quasi 24mila. Molti di più, dunque, rispetto agli arrivi del 2015 (12.360) e del 2014 (13.026).

Da una parte, «c'è una popolazione immigrata che è qui da diverso tempo, che ha già percorso tutte le diverse tappe di un percorso anche di integrazione e che sta arrivando alla cittadinanza italiana», mentre dall’altra «c'è chi comincia ora il proprio cammino», osserva Gian Carlo Blangiardo, professore di Demografia all'università Bicocca di Milano e responsabile Monitoraggio dell'immigrazione della Fondazione Ismu.

«Parlo soprattutto delle persone che sono appena arrivate e tra queste ci sono quasi 24mila minori non accompagnati, quando due anni fa erano circa 12mila. Questi bambini, questi ragazzini che vivono senza la loro famiglia, e quelli che grazie alla famiglia diventano italiani sono due mondi profondamente diversi sui quali conviene riflettere e che in qualche modo mettono in evidenza le contraddizioni del fenomeno migratorio nel XXI secolo».

Un quarto dei residenti extracomunitari è minorenne
Del resto, tra la popolazione extracomunitaria regolare si registra una presenza cospicua di minorenni. Essi rappresentano un quarto (24%) dei non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia (944mila). Tra i principali paesi di provenienza la più alta incidenza si registra tra i nordafricani (egiziani, marocchini e tunisini), con punte superiori al 30%.

Stranieri fanno sempre meno figli
I dati evidenziano anche il fatto che gli stranieri fanno sempre meno figli. Dagli 80mila bambini nati nel 2012 (massimo raggiunto) si è passati a 78mila nati nel 2013, ai 75mila nel 2014 fino ai 72mila nel 2015. Nonostante l'abbassamento della natalità, il contributo della popolazione straniera allo “svecchiamento” della popolazione resta comunque importante. D'altra parte gli immigrati infatti si stanno sempre più adattando al modello riproduttivo della società italiana. Basta ricordare che nel 2008 il valore medio della fecondità, tra le donne straniere, era stimato in 2,65 figli per donna, mentre nel 2015 è sceso a 1,93 nel 2015. La prevista “rivoluzione delle culle”, che qualcuno teorizzava, si è rivelata dunque una falsa aspettativa.