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Quotate Italia

Carnival & Co, dopo la Borsa arriva l’incubo dei bond

di Carlo Festa
24 Marzo 2020

Affondano i bond del big delle crociere Carnival, proprietario di Costa Crociere, fino a Royal Caribbean. Più che il prezzo di Borsa, flagellato come tutti i listini in queste settimane, a preoccupare in questo momento gli investitori sono le emissioni obbligazionarie. Il gruppo Carnival, quotato a Londra e a New York, ha infatti diversi bond in circolazione con scadenza 2020, 2024, 2028 e 2029. Il gruppo dovrà rimborsare circa 1,5 miliardi all’anno nei prossimi 3-4 anni compresi i debiti bancari. Ma l’emergenza coronavirus ha ovviamente soffocato la crocieristica in questi mesi, con la previsione che la ripresa possa esserci molto in là nel tempo. Le navi da crociera sono diventate quasi un simbolo della crisi, quando il mese scorso la Diamond Princess ha sviluppato il più grande assembramento di contagi al mondo dopo la Cina e la Corea del Sud. Gli effetti sui bilanci saranno pesanti. I vertici del gruppo Carnival Corporation, proprietario di Princess Cruises, di Carnival Cruise, di P&O Cruises e di Costa Crociere, avevano già annunciato gravi ripercussioni sul bilancio del primo trimestre 2020. Ma ormai sembra certo che l’impatto ci sarà su una buona parte dell’anno.

L’espandersi del coronavirus mette infatti a rischio le future tratte della nave da crociera, con quelle già programmate ormai cancellate. La compagnia qualche settimana fa ha annunciato una revisione al ribasso dell’utile per azione, compreso ora tra il 55 e i 65 centesimi nel 2020. Nel 2019 la società aveva generato un Mol attorno ai 5 miliardi, ma nel 2020 la frenata sarà brusca, con il rischio di andare a rompere i covenant con il mondo bancario. I bond a breve del gruppo stanno già raggiungendo rendimenti elevati.

In Borsa la situazione non è migliore: Carnival, che come detto è quotato a Londra e New York, è affondato negli ultimi due mesi con una discesa del 77%. Nell’ultimo anno il crollo supera l’80 per cento. Allo stesso modo, si sono osservate ripercussioni su tutto il comparto delle navi da crociera: negli ultimi due mesi Royal Carribean ha fatto un -82%, Norwegian Cruise Line Holdings un -85%. Qualche giorno fa S&P Global Ratings ha messo sotto osservazione il rating di Royal Caribbean Cruises e di Carnival Corporation. «È probabile che la domanda per le crociere rimanga debole anche dopo che l’epidemia è stata vinta», spiegano Ariel Silverberg e Melissa Long, analisti di S&P Global Ratings.

Il downgrade è dietro l’angolo: secondo Bloomberg, Royal Caribbean potrebbe essere tagliato a junk, mentre anche Carnival potrebbe essere abbassato dall’attuale Baa1. Nelle ultime settimane gli investitori hanno venduto i bond del settore per proteggersi contro un possibile default del debito di Royal Caribbean, come pure dei rivali Carnival Corp e Viking Cruises Ltd. «Il settore delle crociere è uno dei modelli di business che maggiormente, ed in maniera dirompente, può essere colpito dal Covid-19. Non fosse altro perché si tratta di un settore in cui l’intensità di capitale, la leva operatività, e le barriere all’entrata, ma anche all’uscita, sono elevatissime. Ciò soprattutto alla luce dell’evolversi di tali modelli che si basano sempre di più sulle economie di scala e sullo spending a bordo; basti pensare che una nave di ultima generazione da 5.000 passeggeri e 200 mila gt costa circa un miliardo di dollari. Non mi sorprenderei, nel futuro di vedere, una totale ristrutturazione del settore con la creazione di un paio di grandi player, ed una segmentazione netta del mercato tra mass market e segmento luxury» indica Fabrizio Vettosi, managing director di Venice Shipping and Logistics.