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Quotate Mondo

Antitrust, il governo Usa fa causa a Google per concorrenza sleale

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam
20 Ottobre 2020

NEW YORK - Il governo americano fa causa a Google per la sua posizione di monopolio. Martedì 20 ottobre il Dipartimento alla Giustizia avvierà una causa antitrust contro Big G al termine di un'indagine durata oltre un anno. L'accusa ipotizzata è quella di condotta anti-concorrenziale per mantenere la posizione di monopolio nei motori di ricerca e nella pubblicità digitale, secondo le indiscrezioni di alcuni funzionari della giustizia americana anticipate dal Wall Street Journal.

Il procedimento, che dovrebbe essere avviato in un tribunale federale di Washington, DC, segnerà la sfida legale più importante da parte degli Stati Uniti verso il dominio di un'azienda nel settore tecnologico da oltre due decenni. Un processo che ha il potenziale di scuotere la Silicon Valley e di ridisegnare i confini dell'industria digitale e del suo enorme potere. Secondo l'ipotesi accusatoria messa in piedi dal Dipartimento di Giustizia, Google nel corso degli anni è riuscita a mantenere e ad accrescere la sua posizione dominante sul mercato attraverso una rete di accordi commerciali esclusivi che avrebbe falsato la libera concorrenza.

La holding di controllo Alphabet, sostiene l’accusa, utilizza i miliardi di dollari raccolti dagli annunci della sua piattaforma per pagare le aziende tecnologiche, i siti e gli operatori di telefonia per mantenere Google come motore di ricerca predefinito.Il risultato, secondo il governo, è che Google ha la posizione dominante su centinaia di milioni di pc, tablet e smartphone americani, con poche opportunità per qualsiasi concorrente di farsi strada. La causa si occuperà anche degli accordi commerciali del sistema operativo Android, di proprietà di Google, che prevedono appunto che il motore di ricerca sia precaricato e non possa essere eliminato dai telefoni cellulari.

Circa l'80% delle ricerche su Internet negli Stati Uniti passano da Google. Ciò significa che i concorrenti di Google, come Microsoft, non riescono a competere alla pari e a ottenere un numero significativo di query di ricerca, lasciando i consumatori con meno scelta e meno innovazione e gli inserzionisti con prezzi meno competitivi, secondo l’ipotesi accusatoria. Google non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento, ma l'azienda ha affermato in passato a proposito della sua posizione dominante che il suo vantaggio competitivo deriva dall'offerta di un prodotto che miliardi di persone scelgono di utilizzare ogni giorno. È improbabile che la società di Mountain View, in California, che dispone di un tesoretto di 120 miliardi di dollari, si tiri indietro da una battaglia legale. L'azienda ha affermato di dover affrontare una forte concorrenza nelle sue varie attività e che i suoi prodotti e le sue piattaforme aiutano le piccole e grandi imprese a raggiungere nuovi clienti.

Come si ricorderà, l'autorità Antitrust dell'Unione europea ha avviato in passato tre procedimenti antitrust contro Google che hanno portato a multe complessive per circa 9 miliardi di dollari che però, al di là delle sanzioni secondo i critici non sembrano aver inciso particolarmente sulle attività della società californiana.