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Fisco e contabilita

Gli Usa sorpassano la Svizzera: sono il secondo «paradiso fiscale» del mondo dopo le Cayman

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi
18 Febbraio 2020

Alla fine gli Stati Uniti ce l’hanno fatta. Hanno vinto la “guerra” con la Svizzera. Per la prima volta gli Usa superano la Confederazione elvetica nella classifica (negativa) dei Paesi che attraggono più soldi e ricchezze occulte. Il paradiso fiscale per definizione - la Svizzera - arretra nella graduatoria mondiale delle giurisdizioni finanziarie più segrete ma, soprattutto, viene superato dagli Stati Uniti. I due Paesi si classificano al secondo posto (gli States) e al terzo (la Svizzera) nel Financial Secrecy Index 2020 elaborato dal Tax Justice Network e vengono superati in prima posizione solo dalle Isole Cayman.

Le Cayman sono state inserite il 18 febbraio nella blacklist dei paradisi fiscali dell’Unione europea insieme a Panama, alle Seychelles e a Palau (nella lista c’erano già le Fiji, Oman, Samoa, Trinidad e Tobago, Vanuatu e i tre territori Usa delle American Samoa, Guam e Isole Vergini Usa).

L'indice della segretezza finanziaria fotografa lo stato di opacità delle singole giurisdizioni mettendo in ordine la lista dei Paesi meno trasparenti: quelli, per intenderci, che attraggono capitali - di origine lecita e illecita - che vogliono scomparire dai radar nei loro Paesi di origine. Due Paesi dell’Unione europea - Lussemburgo e Olanda - sono nei primi dieci posti della graduatoria, e si collocano rispettivamente in sesta e ottava posizione.

È un risultato sorprendente, ma non inatteso, quello che il nuovo Financial Secrecy Index mette nero su bianco. Perché oltre al sorpasso degli Usa sulla Svizzera, fotografa anche un fenomeno a lungo temuto dagli oppositori della Brexit. La Gran Bretagna, infatti, ha scalato le posizioni verso il vertice piazzandosi nel 2020 al 12° posto della graduatoria rispetto al 23° della classifica 2018. In due anni ha guadagnato 11 posizioni, diventando una meta sempre più ambita anche per riciclatori e criminali e acutizzando i timori di chi ritiene plausibile che Londra diventi una Singapore sul Tamigi dopo l’uscita dall'Unione europea.

Ma andiamo con ordine.

Il sorpasso americano
La “guerra” tra Stati Uniti e Svizzera era emersa nel 2009, quando il Dipartimento di Giustizia Usa era riuscito a ottenere da Ubs (la più importante banca elvetica) una lista di 4.450 clienti statunitensi che avevano depositato i propri soldi nella Confederazione senza rivelarli al Fisco americano. Il segreto bancario aveva subito il primo importante colpo.

Negli stessi mesi, a Ginevra, veniva portata a termine un'operazione di intelligence ai danni della Hsbc Private Bank, all'epoca il più grande istituto di credito europeo e uno dei più grandi del mondo. L'intero database dei clienti della banca veniva trafugato da un gruppo di persone, tra cui l’ingegnere informatico italo-francese Hervé Falciani. L'elenco era poi finito sui giornali di tutto il mondo.

Due episodi che nascondevano - come molti osservatori hanno evidenziato in questi anni - una “guerra” finanziaria tra Stati Uniti e Svizzera, che ha avuto il merito di aver portato in primo piano la piaga della grande evasione fiscale internazionale e di aver innescato le contromisure dell’Ocse con lo scambio automatico di informazioni finanziarie. Ma che ha provocato un effetto “secondario”: dieci anni dopo, gli Stati Uniti hanno surclassato la Svizzera come paradiso fiscale (e finanziario) più richiesto da chi vuole occultare le proprie ricchezze.

Dopo il Delaware arriva il New Hampshire
Delaware, Wyoming e Nevada sono da tempo paradisi fiscali e societari utilizzati da privati di tutto il mondo per nascondere soldi. Ma adesso una nuova legge del New Hampshire permette di registrare fondazioni private a scopo di lucro senza rivelare l'identità dei fondatori e dei beneficiari finali. Una manna per chi vuol far sparire le proprie ricchezze dai riflettori delle autorità fiscali dei propri Paesi.

Gli Stati Uniti offrono una vasta gamma di segretezza e di agevolazioni fiscali per i non residenti, sia a livello federale che a livello dei singoli Stati. Non aderiscono al Common reporting standard (Crs) dell’Ocse, lo standard globale per lo scambio di informazioni, ma impongono agli altri Paesi il rispetto del loro standard, il Fatca.

Questo ha fatto sì che tutti gli Stati siano tenuti a trasmettere informazioni agli Usa ma gli Stati Uniti non hanno questo obbligo. Perciò si sono trasformati nel luogo più adatto per nascondere ricchezze.

L ’escalation del Regno Unito
Il Regno Unito ha aumentato il suo punteggio nella classifica della segretezza più di qualsiasi altro Paese. L'escalation si è estesa alla sua rete di giurisdizioni offshore a cui il Regno Unito esternalizza parte della sua attività finanziaria. La rete è formata dai territori d'oltremare e dalle dipendenze della Corona in cui il Regno Unito ha potere di veto sulle leggi. Le ricchezze che giungono in questi territori alimentano le attività della City di Londra.

Nella rete dei territori offshore del Regno Unito ci sono le Isole Cayman, che si sono piazzate al primo posto nella classifica del 2020 spinte dall’incremento del 21% del volume dei servizi finanziari offerti ai non residenti.

Secondo John Christensen, direttore e fondatore di Tax Justice Network, «l’aumento del Financial Secrecy Index nel Regno Unito solleva serie preoccupazioni sulla strategia post Brexit per trasformare la City di Londra in una “Singapore sul Tamigi”. Ciò dovrebbe essere particolarmente preoccupante per i Paesi della Ue, che hanno invece ridotto il loro tasso di segretezza finanziaria dell'8%, mentre il Regno Unito l’ha aumentato del 26%».

La composizione dell’indice
L’indice della segretezza finanziaria classifica ogni Paese in base all’intensità con cui il sistema legale e finanziario dello stesso Paese consente a individui benestanti e a criminali di nascondere e riciclare denaro proveniente da tutto il mondo. L’indice classifica il sistema giuridico e finanziario con un punteggio di segretezza che va da 0 a 100, dove uno zero rappresenta la piena trasparenza e 100 la massima segretezza.

Il punteggio della segretezza del Paese viene poi combinato con il volume delle attività finanziarie realizzate all’interno dello stesso paese dai non residenti per calcolare quanta segretezza finanziaria viene fornita al mondo da quella singola giurisdizione. Un livello più elevato nell’indice non significa necessariamente che una giurisdizione sia più riservata, ma piuttosto che svolge un ruolo più importante a livello globale nel consentire operazioni bancarie segrete, proprietà anonime delle società di copertura, proprietà immobiliari anonime o altre forme di segreto finanziario che consentono il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e enormi concentrazioni offshore di ricchezza non tassata.

Una giurisdizione altamente segreta ma che fornisce per volume servizi finanziari scarsi o nulli ai non residenti, come Samoa (all'86° posto), si posizionerà al di sotto di una giurisdizione moderatamente riservata ma che è uno dei principali attori mondiali, come il Giappone (al 7° posto nella classifica).

Il segreto nel mondo si riduce
C'è un aspetto positivo nella nuova classifica del Tax Justice Network. Il livello di segretezza nel mondo si riduce e dal 2018 è calato del 7 per cento. È l'effetto dello scambio automatico di informazioni e della realizzazione in alcuni Paesi di registri dei beneficiari finali che consentono di identificare chi sono i titolari effettivi di una società.

«Il mondo ha iniziato a vincere la lotta contro il segreto finanziario e questa è una buona notizia per tutti - sottolinea Alex Cobham, amministratore delegato di Tax Justice Network -. Il segreto finanziario ha reso bancabili i cartelli della droga, ha reso fattibile l’abuso fiscale e ha fatto sì che il traffico di esseri umani diventasse redditizio, ma la maggior parte dei Paesi sta chiarendo che questo non è il mondo che vogliamo. È deplorevole, tuttavia, che di fronte a questi progressi, un asse di segretezza anglo-americana abbia attivamente scelto di raddoppiare le pratiche che aggravano la corruzione, l’abuso fiscale e le disuguaglianze globali».

L'indice di segretezza finanziaria elaborato dal Tax Justice Network. Vengono elencate la giurisdizioni più segrete e il punteggio in graduatoria

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