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Attualita

Venezia zona franca per dialogo tra le Marine di Usa e Cina

di Gerardo Pelosi
02 Ottobre 2019

Dal 15 al 18 ottobre, per iniziativa della Marina militare italiana, l’Arsenale di Venezia si trasformerà in una grande “zona franca” per il dialogo e il confronto su tutti i problemi della marittimità (sicurezza, economia, geopolitica) tra le Marine del Mediterraneo e di tutto il mondo.

L’appuntamento è per la dodicesima edizione del Regional Seapower Symposium, presentato dal Capo di Stato maggiore della Marina italiana, Giuseppe Cavo Dragone. A Venezia saranno presenti 58 Marine, 41 a livello di capi di Stato Maggiore e 14 tra organizzazioni e agenzie legate all’attività marittima.

Tra le Marine presenti anche quella cinese e quella statunitense. Due Paesi che si trovano al centro di scontri commerciali e non solo e che, nel recente passato, si sono confrontati con durezza nel Mar cinese meridionale per l’egemonia di alcune basi vicine alle Filippine. «Il nostro compito – spiega l’ammiraglio Cavo Dragone – è proprio quello di far dialogare tra loro anche Marine di Paesi che hanno rapporti critici; la nostra parola d’ordine è fiducia e trasversalità, il nostro ruolo è quello di catalizzatori e facilitatori per tutto il cluster marittimo; saranno presenti anche marine con le quali collaboriamo come quella libica alla quale forniamo mezzi e formazione».

Molto significativa la presenza a Venezia di Usa e Cina. Dagli anni 2000 è cominciata, ad esempio, la trasformazione della Marina cinese che sta per diventare la prima potenza del Mar Cinese Meridionale e sono stati costruiti oltre 100 nuovi sottomarini e navi da guerra superando in questo modo per numeri la flotta americana.

Del resto l’egemonia della Cina sul mare ha radici antichissime. Già sessanta anni prima della scoperta dell’America (1492) il grande ammiraglio cinese Zheng He, eunuco di religione musulmana, aveva concluso i suoi sette viaggi verso i mari occidentali compiuti tra il 1405 al 1434 alla guida della più grande flotta dell’epoca che si era spinta fino al Mar Rosso e quasi alle porte d’Europa.

Mille anni prima di Copernico e Galileo, Zhang Heng aveva stabilito con certezza che la terra è rotonda e utilizzava scoperte come il sestante e la polvere da sparo come tecnologie decisive per le esplorazioni e i combattimenti in mare con flotte di giunche enormi che imbarcavano tra mercanti e soldati oltre 30mila persone. Si racconta che una sola potesse contenere dentro tutte e tre le caravelle di Colombo la Nina, la Pinta e la Santa Maria.

Come ha spiegato l’ammiraglio Federico Bisconti, capo del Terzo reparto dello Stato maggiore della Marina, il Simposio di Venezia si strutturerà in tre workshop dedicati al quadro giuridico dopo Montego Bay, l’equilibrio tra compiti militari e polizia marittima e interconnessione tra politica, economia e sicurezza e difesa nell’ambiente marino.

Per quanto riguarda gli aspetti economici solo in Italia il cluster marittimo dà lavoro a circa 350mila addetti e rappresenta il 3% del Pil nazionale, circa 44 miliardi di euro. Del resto sotto l’acqua viaggia il 95% del traffico mondiale dei dati. Gli Stati Uniti temono (come per il 5G) attacchi ed intrusioni alla loro rete dati in particolare per le informazioni sensibili. Anche per questo hanno bloccato di recente i lavori di posa dei cavi marittimi della Pacific Light Cable Network: quasi 13 mila chilometri di fibra ottica di proprietà di Google, Facebook e dell’investitore cinese Dr. Peng Telecom & Media Group Co.

Gli Stati Uniti temono intrusioni da parte dei servizi cinesi nei segreti americani. Eppure, la gran parte del cavo (la cui installazione è iniziata nel 2016) è già stata posizionata perché si tratta di un’opera fondamentale con il traffico dati nel mondo connessioni sottomarine: è un mercato di enorme valore. Interconnessioni marittime difficili da fermare perché secondo alcune stime tra la fine di quest’anno e il 2021 è attesa la posa di più di cinquanta nuovi cavi, con un mercato che passerà dai 10,3 miliardi di dollari del 2017 ai 30,8 miliardi di dollari nel 2026.