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Quotate Italia

Mediaset España, recesso per 255 milioni, sopra il tetto fissato


15 Ottobre 2019

È di 255,4 milioni di euro l’ammontare delle richieste di recesso arrivate dagli azionisti di Mediaset España che non hanno approvato il progetto di fusione in MediaForEurope (Mfe). È quanto si legge in una nota della controllata di Mediaset: il recesso riguarda 39.025.077 milioni di azioni e riconosce un controvalore cash di 6,5444 euro per azione. L’ammontare totale è quindi nettamente superiore ai 180 milioni di euro di tetto indicato da Mediaset e Mediaset España come esborso massimo da riconoscere ai soci recedenti.

Tuttavia, venerdì Mediaset España aveva raggiunto un accordo con Credit Suisse Securities, che si è impegnata a rilevare le azioni per la quota eccedente i 180 milioni. Come noto, comunque, l'operazione Mfe e quindi anche il rimborso ai recedenti è sospesa dopo la decisione della Corte di Madrid di accogliere l'istanza cautelare di Vivendi contro la delibera assembleare di Mediaset España che ha approvato l'operazione. In Italia le richieste di recesso sono invece state pari a 1,3 milioni di euro.

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L'assemblea di Mediaset España del 4 settembre, approvando la fusione con la controllante Mediaset aveva dato sostanzialmente inizio al percorso per la nascita di MediaforEurope, la holding di diritto olandese nella quale il Biscione intende concentrare tutte le sue attività e partecipazioni, compreso il 9,6% di ProSiebenSat1.

Quello spagnolo è uno dei terreni di confronto giudiziario tra il gruppo della famiglia Berlusconi e la media company che fa capo al finanziere bretone Vincent Bolloré.

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Non si tratta però dell'unica questione legale aperta. I francesi hanno avviato una causa anche ad Amsterdam, contestando lo statuto della holding Mfe e chiedendo al giudice, tra l'altro, di vietare a Mediaset Investment «l'introduzione delle disposizioni previste degli articoli 13 (Disposizioni relative alle azioni di voto speciali), 42 (Obblighi degli azionisti) e/o 43 (Richiesta di offerta obbligatoria) nello statuto sociale previsto dal piano di fusione» e l'udienza è stata fissata per
il 16 ottobre.