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Politica Economica

Pensioni, Ministro del lavoro Catalfo: obiettivo riforma strutturale in Nadef e poi in legge Bilancio


27 Gennaio 2020

«L'incontro è stato molto positivo, vogliamo fare una riforma che dia stabilità ai lavoratori e a chi vuole andare in pensione, con un orizzonte quantomeno decennale, quindi strutturale». Lo ha detto il ministro del lavoro Nunzia Catalfo, al termine dell'incontro con i sindacati sulle pensioni, dicendosi convinta che «in tempi brevi si può arrivare a un percorso condiviso». Il confronto partito per la riforma del sistema pensionistico ha l’obiettivo di superare la legge Fornero e mantenere la cosiddetta Quota 100 fino alla fine della sperimentazione (fine 2021). La ministra Catalfo ha sottolineato che l’obiettivo è inserire le nuove misure nella Nadef a settembre per poi inserirle nella legge di bilancio. Saranno costituite tre commissioni, sulla separazione tra previdenza e assistenza, sui lavori gravosi e sull'impatto economico delle misure

Catalfo: obiettivo riforma in Nadef
Alla domanda sulla prosecuzione della misura Quota 100 anche nel 2021 Catalfo ha risposto che «la sperimentazione si chiude» mentre sulla partenza già l'anno prossimo o nel 2022, una volta esaurita Quota 100, delle misure alle quali lavorerà il Governo in questi mesi la ministra ha
detto che «dipenderà dalle risorse». «Dipenderà dalle risorse - ha detto all'incontro al ministero del Lavoro sulla previdenza - e da come traghettare chi sta in Quota 100 e garantire flessibilità a tutti».

Lo scopo del confronto sulla previdenza, ha quindi spiegato Catalfo ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil secondo quanto riferito dai sindacati, «è arrivare a settembre con le idee chiare sulle proposte in campo in tempo per la nota di aggiornamento del Def e per poi proseguire con la legge di
Bilancio. Il nostro obiettivo è garantire una flessibilità maggiore in uscita, ragionare sul lavoro discontinuo, affrontare il tema della pensione di garanzia per i giovani».

Incontri tecnici da 3 febbraio, verifica a marzo
Tra Governo e sindacati partono gli incontri tecnici sulle pensioni con il primo incontro fissato per il 3 febbraio sulla pensione di garanzia per i giovani. Un incontro di verifica politiche è fissato per marzo. Altri incontri tecnici sono stati fissati il 7 febbraio sulla rivalutazione delle pensioni in essere, il 10 febbraio sulla flessibilità in uscita e il 19 febbraio sulla previdenza complementare. Lo riferiscono fonti sindacali presenti
all'incontro in corso al ministero del lavoro.

Landini: non aggiustamenti a Fornero ma revisione stabile
«È stato un incontro importante, abbiamo fissato una serie di incontri e avremo una verifica politica a marzo: non vogliamo qualche aggiustamento alla Fornero, ma una vera e propria revisione che dia stabilità al sistema». Lo ha detto il numero uno della Cgil Maurizio Landini al termine del primo tavolo sulle pensioni. La verifica a marzo si tiene con «la discussione sul Def ad aprile. È un punto importante, dopo il cuneo fiscale e il tavolo sulla riforma fiscale», ha aggiunto.

Cisl: 41 anni contributi devono bastare
La riforma della previdenza «deve essere nel segno dell'equità ed essere in sostanza un patto tra generazioni», ha detto il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra nel corso dell'incontro con il Governo sulla previdenza. Sbarra ha sottolineato che è necessario pensare a
una riforma con una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni
di età ma anche che 41 anni di contributi devono bastare per la pensione anticipata a prescindere dall'età. Sbarra ha ricordato che i lavori non sono tutti uguali e che bisogna trattare in modo diverso quelli faticosi, pesanti e usuranti e ha chiesto che si introduca una pensione di garanzia
per i giovani. Inoltre andrebbe riconosciuto, avverte, un anno di contributi alle donne per ogni figlio.

Barbagallo: sistema deve essere più flessibile
Il sistema pensionistico «deve essere più flessibile» ha rimarcato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, al tavolo sulla riforma delle pensioni al ministero del Lavoro, indicando un problema di merito e di metodo. «C’è un problema di metodo. È importante capire come
sono composte e qual è il mandato delle Commissioni, in particolare quella per l’individuazione dei lavori usuranti e gravosi», ha affermato.
E «c'è un problema di merito. Ape sociale strutturale, 41 anni di contributi a prescindere dall’età, la pensione per donne e giovani, il rilancio della previdenza complementare, il recupero dell'indicizzazione delle pensioni in essere, con un paniere Istat più adeguato e con una riduzione delle tasse sui pensionati, una legge sulla non autosufficienza. Sono, questi, alcuni capitoli fondamentali da cui bisogna partire per un percorso che vada nella direzione giusta» ha sottolineato Barbagallo.

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